Per sentito dire

Avete letto il pezzo sarcastico di Nicla Vassallo sul Venerdì della settimana scorsa, che sostiene che Anobii sia una brutta cosa?

Io francamente trovo la maggior parte delle recensioni su Anobii imbarazzanti, un po’ come la Corrida di Corrado quando c’erano la vicina di casa o il primo cugino twice removed tragicamente privi di formazione musicale e di orecchio. Mi fanno schifo pure le stelline. Dai, le stelline, ma siamo alle medie? Persino l’aspetto social mi affligge. Una volta tutti questi fastidi si sono combinati: uno sconosciuto mi ha inviato una recensione negativa della mia pagina di Anobii in particolare lamentandosi della mancanza delle stelline.

Però l’interfaccia con le copertine dei libri è graziosa, Anobii è un divertimento innocente, e sbirciare cosa legge la gente può essere interessante.

Insomma è vero che sarebbe più elegante se in generale i dilettanti si muovessero con maggiore discrezione. D’altra parte del Dilettantismus Schieller e Goethe hanno fatto un campo di indagine filosofica. Che oggi invece i filosofi deridano il dilettante sui magazine settimanali è probabilmente il segno dei tempi.

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