Cognetti e Lakoff

Ammiro molto Paolo Cognetti. lo ammiro come ammiro Richard Yeats, per lo stile solido, il ritmo impeccabile, le atmosfere private, il ritratto sociale.

Purtroppo però con nessuno dei due riesco a provare un trasporto emotivo di sorta. Leggo, ammiro, annoio. A volte mi trovo a fantasticare che una astronave irrompa nell’azione e distrugga tutto e tutti con un raggio luminoso. O che arrivino gli gnomi, mi vanno bene anche gnomi malefici.

Ma leggo, tutto, dall’inizio alla fine. Uso un accorgimento. Per tenermi compagnia nei giorni della lettura, leggo anche qualcosa d’altro, che mi tenga compagnia. Qualcosa che mi trasporti emotivamente.

Così nelle due settimane che mi ci sono volute a leggere Sofia veste sempre di nero ho letto anche Metafora e vita quotidiana di George Lakoff.

io sono fondamentalmente chomskiana, però devo ammettere che il mondo di Lakoff mi è sempre piaciuto. Mi ci trovo bene, con tutti quegli esempi vintage con Nixon, Hanoi e i capelloni. Innanzi tutto nel mondo di Lakoff si può tranquillamente parlare male della teoria della verità in filosofia del linguaggio (scienza a me ostica, maledetto il giorno in cui ho messo l’esame nel piano di studi). Inoltre si può dubitare dell’oggettivismo senza rischio di essere tacciati di romanticismo. Poi vengono messi in discussione gli approcci più comuni della linguistica computazionale. Infine si può dimostrare che è proprio vero che tutti cercano di manipolarci dalla mattina alla sera, non è una nostra impressione paranoica.

Pensate che il mondo di Lakoff esiste nell’universo di Star Trek, è il pianeta Tamar del Quadrante Alfa, come descritto nell’episodio Darmok di Next Generation.

darmok

Darmok e Jalad a Tanagra

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