Fratelle

Non mi va mai bene niente. A ottobre non avevo voglia di indossare il fiocchino rosa della prevenzione del tumore al seno. In inverno mi sono sentita abbastanza a disagio al momento di andare in piazza a ballare contro la violenza contro le donne. Poi mi sono oltremodo irritata quando è venuta l’ora di commuoversi per la pubblicità del sapone che incoraggia le donne a pensare di essere più belle di quanto credano. Ora c’è il cortocircuito per cui Lorella Zanardo mi fa cascare le braccia prendendosela con Angelina Jolie.

Notate che descrivo sensazioni. Voglia, disagio, irritazione. Sono una donna, no? Noi procediamo per sensazioni si dice. Poi però magari è anche il caso di razionalizzare un pochetto. Quindi mi sono molto impegnata per capire la ragione di queste mie sensazioni, e questo è quanto mi è sembrato di comprendere.

Ebbene, io contesto che di fronte all’orrore, se si è femmine, si debba reagire automaticamente con la carineria.

Il tumore al seno? Mettiamo un grazioso fiocchetto rosa e guardiamo belle fotografie di modelle. Poi andiamo a fare diagnosi precoce, ma non chiamiamola diagnosi precoce che fa brutto, chiamamola prevenzione, anche se prevenzione non è, se non a livello macroscopico  di rilevazione (screening) sui grandi numeri che forse potrà forse fornire dati in un futuro ipotetico per la ricerca in umana. La prevenzione ad oggi non esiste. Cosa fai tu, cara lettrice, per la prevenzione? Niente, perché non si sa che fare. Non solo, a nessuno interessa scorpirlo e quel poco che si è scoperto è solo una vaga indicazione senza possibilità di riscontro nella quotidianità. Diminuire le proteine animali nell’alimentazione? Sui principali quotidiani ti dicono così, ma se poi vai in giro e chiedi una pietanza senza animali dentro sei un vegetariano rompicoglioni. Esporsi meno a inquinanti inalati? Intanto tutti comprano l’auto diesel a prezzo del benzina, poi se cerchi di non farti fumare in faccia sei un intollerante, e l’amianto è ovunque quindi non lo scampi. Esporsi meno a inquinanti nell’alimentazione. Prova tu a berti meno BPA e a mangiarti meno pesticidi, prova, voglio vedere come fai. Ora, questo è lo stato delle cose, quindi facciamo diagnosi precoce, d’accordo, meglio che niente, ma che questo sia molto carino e che quindi ci si debba mettere un fiocchino rosa proprio no.

Passiamo alla indubbiamente meritevole iniziativa OneBillionRising. Meritevolissima, per carità, Difatti ho impiegato parecchio tempo a comprendere la causa del mio disagio e nel mentre mi sono anche sentita un po’ in colpa. No non vengo, non riesco a prendere un permesso (ovviamente l’iniziativa per femmine è in un giorno feriale in orario d’ufficio, tanto la maggior parte delle femmine è a casa o a scuola). No, non vado, e in centro e col nuovo piano sosta parcheggiare costa troppo, ho detto con un filo di voce. Nel frattempo davo la colpa alla paura di ballare in pubblico, ma non poteva essere. Negli anni centianaia e centianaia di persone mi hanno visto eseguire patetiche catene semplice-toeloop-toeloop, maldestri pliè e hanno ascoltatato i miei interventi con voce troppo impostata e rotacismo. No, il problema è ancora la carineria. Ti malmenano e tu che fai per protestare? Balli un po’. Vabbè. Dai. Manco Gesù.

Del sapone abbiamo già parlato diffusamente.

Il cascamento di braccia per Lorella Zanardo, personaggio altrimenti encomiabile, è stato una sorpresa. Non mi aspettavo un attacco ad Angelina Jolie, la quale in tutta questa fiera, è l’unica che ha fatto prevenzione del tumore al seno sul serio. Poi forse io esagero, forse sono troppo suscettibile, però questa frase in particolare mi ha messo i brividi (grassetti come in origianale).

In USA  è un tripudio: nella terra del “Yes, you can” dove tutto è possibile basta volerlo, l’attrice  è divenuta un’eroina, non perché in grado di combattere coraggiosamente una  malattia conclamata , così  come altre sue colleghe hanno già  fatto in passato, bensì perché capace di sconfiggere preventivamente l’ipotesi che  un tumore al seno o all’utero possa coinvolgerla.

Cioè, meglio aspettare che ti venga, ti metti il tuo fiocchino rosa e vai a fare la diagnosi precoce, scopri che ce l’hai ma tanto meglio così hai occasione di combattere coraggiosamente, tra l’altro sei a casa, puoi andare a ballare in strada con le tue colleghe con la malattia conclamata, poi ti fai un un bel pianto e la doccia col Dove.

Ora, capisco che forse il mio fastidio è eccessivo rispetto alla carineria intorno alla donna vittima (del cancro, della violenza di genere, della mancanza di autostima). Non sono completamente accecata dal fastidio e riconosco che tutte queste iniziative, per quanto palesemente inutili rispetto agli orribili problemi che più o meno denunciano, abbiano comunque il grande pregio di far sentire le donne solidali tra loro (cioè, a parte me, ma pazienza). Si sa che le donne in generale hanno qualche difficoltà nell’essere solidali tra loro, spiega molto bene il perché e il percome Simone de Beauvoir nel Secondo Sesso. Ma anche senza cotanta lettura, io e la mia amica V. alle medie, stanche dalle angherie delle compagniucce nelle rispettive scuole elementati, già subodorando qualcosa, descrivevamo il nostro rapporto nel seguente modo: “noi siamo fratelle”.

Quindi benvengano le iniziative di solidarietà tra donne. Mi piacerebbe magari che non passassero ogni volta attraverso la carineria, in particolare quando il frangente è orrendo.

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