Guidare un’auto ibrida in Italia – il paradosso del silenzio

Ora che mi sono abituata a guidare l’ibrida e quindi non penso più all’ibrida mentre guido, ho iniziato a notare una cosa curiosa.

Quando passo, la gente mi fissa atterrita. I bambini spalancano la bocca, gli adolescenti stabuzzano gli occhi, gli adulti si immobilizzano. Sono sconvolti dall’auto che non emette suono e non ti sgasa in faccia. Sortilegio! Malefizio!

Solo gli umarell e le zdaure mi osservano brevemente con blando interesse. Gli umarell e le zdaure sono sempre un passo avanti, bisogna dirlo.

Cosa c’è di tanto strano se la macchina non fa rumore e non puzza? Non è l’ovvia evoluzione tecnologica? Per di più è una tecnologia che c’è da 15 anni, quindi ragazzino cosa strabuzzi gli occhi, proprio tu che dovresti essere proiettato nel futuro.

Comunque, ho scoperto che tutto questo silenzio preoccupa la gente e di molto. Temono di essere investiti, nonostante io li rassicuri che non intendo investirli. E’ vero, a volte nei parcheggi, la notte, mentre stanno lì a chiacchierare, faccio apposta a comparirgli alle spalle, per vederli sobbalzare. E’ molto divertente, soprattutto con i giovinastri che si danno un tono accanto alla motoretta. Ma assolutamente, non intendo investirli. Pedone, è vero che tanti automoblisti in cuor loro desiderano investirti, ma io no.

Insomma la gente mi dice che questa auto silenziose sono pericolossissime, perché la gente non è abituata.

Pare che in America aggiungeranno alle ibride un cicalino udibile sotto i 35 Km/h (che è la velocità che si fa per la maggioranza del tempo in città), non disattivabile, per tutelare il pedone ansioso e quello che ama intrattenersi sul piano stradale senza guardarsi intorno.

A questo punto allora meglio il finto rumore di motore a scoppio, come il finto rumore di sciacquone nei water giapponesi.

Ah, il progresso sociale, non è meraviglioso? Da sempre accompagna l’uomo, in armonia con il progresso tecnologico.

asshole

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