Fukuoka

E così Yuzuru Hanyu ha vinto la finale di Gran Prix con un record mondiale nello short, battendo in entrambe le prove Patrick Chan, con un distacco finale di 13.17 (tredici e diciassette, ve lo riscrivo in lettere se non avete capito bene), davanti al pubblico di casa.

Sorpresi? Spero di no, visto che io ve lo avevo detto, io ve lo vado dicendo da anni.

Yuzuru-kun è un uomo meraviglioso. Ora che è maggiorenne lo possiamo affermare pubblicamente. Invero non è ancora proprio maggiorenne in Giappone, per questo censuro ulteriori commenti.

Torniamo dunque al punteggio. Dite che il punteggio non vi interessa perché voi volete l’arte e la poesia? Certo certo l’arte e la poesia, ha sempre contato più del punteggio tecnico. Ma leggete attentamente i detail. Guardate i GOE. I GOE! Quelli del 3A+3T del free program! Non vi sconvolgono?

Perché avete ragione, prima di tutto viene il sentimento, infatti io ho trovato commovente la combinazione successiva, 3A+2T (minuto 3:25, cioè nella seconda parte dell’esercizio e infatti vedete la x del credit), che ha ottenuto ovviamente meno punti base e meno GOE, ma per me vedere quell’entrata sull’axel è sempre pazzesco, sempre stato, dalla prima volta anni fa mentre facevo merenda davanti alla tv della cucina e questo Yuzuru Hanyu è entrato nell’axel dal controvende come se fosse normale così. La poesia di quell’entrata, nel punteggio in effetti non c’è (o megllo c’è ma non si nota, perché è finita nelle transition e nell’execution).

E anche quello che chiamate “sembra facile sembra che non faccia alcuno sforzo si diverte”, è in questi punteggi. Come c’è il dolore della caduta sul 4S del free program, quel -3, lo sentite.

Solo non ci sono le espressioni del viso ad esercizio terminato, non ci sono, perché l’esercizio è terminato. Guardate al minuto 4:01 dello short. Quella è l’espressione io lo so fare questo. Invece al minuto 5:32 del free program c’è l’espressione io sono mezzo morto per fare questo.

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