The Waste Land

Ragas, leggetelo con la s salata emiliana, di nuovo insieme a me, ragas, è sceso il nebbione.

Finalmente. Col nebbione tutto lo squallone della campagna morta e dei capannoni vuoti è scomparso, è una tregua. Ma non morta in senso figurato, proprio morta, è dicembre ormai hanno sparato a tutto, se è rimasto qualcosa non arriva a primavera comunque e gli alberi sono stati potati fino al tronco. I capannoni sono vuoti da anni ma accanto ne stanno costruendo di nuovi perché fa comodo così. Su un muro è comparso un grande murales l’altro giorno. Grazie amico graffitaro che lavori nella notte nebbiosa, chissà che guazza gelida. Non l’ho ancora visto bene però il murales. Tengo tutte le mattina il cellulare pronto, per fare una foto dal cavalcavia, ma non si vede mai.

Non si vedono nemmeno i presidi dei forconi, ci sono solo le colonne di auto in zona caselli autostradali, in entrata e in uscita dalla nebbia.

Non si vedono i renziani. Ci sono solo persone chine, dentro giacconi imbottiti neri col collo di pelo cinese, camminano velocemente verso un’auto, o guidano fumando, sempre chine ci tengo a precisarlo, tra un capannone vuoto e l’altro, lungo la campagna morta. Saranno i renziani quelli?

Io da un po’ di tempo andavo in giro con un cappotto di lana liso su un fianco come in un racconto di Gogol. Ora ho un cappotto nuovo lungo e drammatico che mi sento proprio Withnail.

Guido anche io, la Golf del secolo scorso, nel nebbione. Ascolto compagno si compagno no di Riky Gianco.

Advertisements