Overcharged and Overwhelmed

Visitare Artefiera quest’anno mi ha stremato. Morandi, Guttuso, Burri, Ghirri, Fontana, Rotella, Pizzi Cannella, Baj, Boetti, in particolare gli aerei a penna biro tuchese che erano commoventi, e anche la manica a vento di Stefanoni, la galleria BASE Tokyo, Baseman, Shimamoto, un Basquiat (sono certa di averlo visto ma non risulta in catalogo), quest’anno c’era pure l’Ottocento, e un piccolo Wesselmann, piccino piccino, Study for Yellow Cabin by Lake.

wesselmann

Tutto mischiato. Come fa, ditemi come fa, un povero cervello che tutti i giorni vede solo tangenziali, cubicoli di plastica grigia, zone industriali e quartieri della prostituzione tutti contemporaneamente, nel senso che la zona industriale è fatta di cubicoli di plastica grigia e dopo una certa ora diventa quartiere della prostituzione ma c’è comunque sempre la vista tangenziale, che mi sembra di trovarmi nella serie di sfortunati eventi di Lemony Snicket, c’è il Fetido Fosso dove scaricano illegalmente i liquami delle porcilaie, c’è l’Austero Autogrill che è un posto talmente deprimente che Cognetti è venuto e ci ha ambientato un racconto breve, c’è l’Alienante Albergo che è stato chiuso e abbandonato e ora è teatro di attività malavitose fantasma, per non parlare del nuovo osceno outlet di Armani con le magliette made in China con fuori le fighette sui tacchi 12 che fumano.

Ditemi come fa poi, questo povero cervello, di botto a vedersi quindicimila metri quadri di arte moderna e contemporanea tutta mischiata in un unico giorno.

Inoltre Tommaso Ottieri mi ha bruciato le retine.

Advertisements