Sexy or Cute

Ai tempi delle Olimpiadi di Torino mi infastidiva il commento di Franca Bianconi, lo trovavo sgradevolmente acido soprattutto nei confronti della pattinatrici. Poi secondo me è diventata più professionale e ho iniziato ad apprezzarla, grazie anche alle estesissime dirette di RaisportSat. L’autunno scorso ne ho persine tessuto pubbliche lodi.

Ultimamente però, diciamo dalla finale di Gran Prix in poi, l’atmosfera del commento è tornata pesante, non a causa di Bianconi devo dire, ma a per via di Secondini. Insomma Arianna Secondini tifa troppo sguaiatamente gli atleti italiani, questo mi irrita.

Ora io capisco che Kostner abbia bisogno di appoggio da parte dei giornalisti perché in passato è stata massacrata, soprattutto durante i durissimi anni Olimpici. Ma secondo me Secondini la butta troppo sul melodrammatico e in questo modo finirà per mettere a Kostner pressione psicologica indebita.

Carolina donna contro le bambine russe. Carolina elegante contro le ginnaste russe.

A parte che non mi sembra carino dare a Kostner della vecchia, in ogni caso bambina e ginnasta non dovrebbero essere usate come insulti. Questa idea che il pattinaggio sia arte mentre la ginnastica sarebbe ginnastica è quantomento discutibile. Inoltre mi sembra eccessivo essere invitati a tifare il fidanzato di Stefania Berton, l’ex moroso di Valentina Marchei, come chiunque si sia allenato nella vita almeno mezzo pomeriggio a Oberstdorf, e i residenti tutti della città di Detroit.

Io non voglio certamente essere drastica come Ottavio Cinquanta, l’Imperatore dell’ISU, che durante i recenti Europei ha detto in diretta in faccia a Secondini che i giornalisti sono una malattia diffusa, però secondo me il lavoro del telecronista è fare la telecronaca. Sarà poi il lavoro dello spettatore fare il tifo sfegatato, se lo ritiene opportuno. Per esempio io tifo Yuzuru Hanyu con lo zelo e l’entusiasmo di una liceale giapponese. Ieri ho persino guardato questo video, rendiamoci conto.


E ho fatto bene, perchè poi alla notte, nonostante il caldo (troppa birra), la sete (troppa pizza), l’asma (fumo passivo), L. che russava (raffreddato), il gatto che miagolava (è sterilizzato ma a febbraio diventa tutto territoriale), il topolino che alla fiera dell’est mio padre comprò, non ho fatto il solito incubo agghiacciante ambientato in ufficio, bensì un sogno bellissimo dove partecipavo a non so che gara in Giappone, e c’era anche Yuzuru Hanyu.

Spero che Johnny Weir gli disegni il costume più queer della storia del pattinaggio apposta per mandare in bestia Putin.

I giornalisti sportivi italiani, io credo, si prendono troppe libertà, soprattutto in atmosfera olimpica. E’ vero che il medagliere è importante, ma non facciamone una questione di bomba atomica come durante la Guerra Fredda, e sarebbe meglio secondo me non importare certi metodi cinesi di pressione sugli altleti per cui se non vinci la medaglia olimpica sei un fallito da insultare per strada.

Peraltro è una faccenda molto poco decoubertiniana.

Secondini a Bianconi insistono sempre ostinatamente con quella storia retorica che per vincere devi divertirti, l’atleta vincente è quello che torna dalla gara gridando OH QUANTO MI SONO DIVERTITO. D’accordo, io trovo un po’ riduttivo prendere la sensazione esaltante di quanto ti senti in forma stratosferica e sai di aver dato tutto e di aver fatto un figurore e dire che quello lo chiamiamo divertimento, tanto più che nello sport soprattutto agonistico più sei bravo più gli allenatori ti trattano male e ti centellinano i complimenti, ma ok, diciamo pure che è divertimento.

Allora vi pare divertente tutto questo melodramma che se l’atleta italiano non vince una medaglia moriremo tutti? Alle Olimpiadi può capitare di non arrivarci proprio perché, crescendo, il fisico è cambiato (Tuktamisheva), di raggelarsi dal terrore (Kostner a Torino e Vancouver), essere scavalcati oscenamente dall’atleta di casa (Iovtchev e Chechi ad Atene), essere scavalcati per ragioni di corruzione (il caso Salt Lake). Brutto, ma non si muore. Guardate Iovtchev che si è fatto sei olimpiadi, alla faccia vostra. Nello sport la maggior parte di noi vince una volta ogni tanto e per il resto fa schifino. Volete che ci chiudiamo in casa per la vergogna, così ci vengono la cervicale, la sciatica e ci crolla il pavimento pelvico?

Insomma, sono dovuta tornare a seguire le gare su Eurosport DE (che è gratis su Astra), dove il pacato commentatore mi saluta sempre con un bel Liebe Zuschauer e quando tifa lo fa elegantemente quasi scusandosi un po’.

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