Ragazza con velo

Io personalmente sono del tutto a favore di mostre popolari come La ragazza con l’orecchino di perla a Bologna. Operazioni del genere si fanno in tutto il mondo e hanno numerosissimi pregi, dall’alfabetizzazione artistica alla vivacizzazione economica in campo culturale, passando per il semplice divertimento di una bella mezza giornata in una città, magari poi mangi qualcosa, ti fai una birretta. In Italia abbiamo questo agghiacciante piano. Abbiamo una quantità impressionante di opere d’arte, ma le nascondiamo, le annoiamo e tentiamo in ogni modo di riservarle a pochi addetti ai lavori. Disincentiviamo in ogni modo l’interesse per la storia dell’arte a partire dalla scuola, è ovvio che facciamo apposta, allo scopo di avere cittadini esteticamente incolti, incapaci di notare l’abbruttimento progressivo del paese.

Comunque, io il biglietto per la mostra di Bologna l’ho prenotato. Mi chiedevo l’altro giorno però se non avessi già visto questo quadro, nelle mie peregrinazioni internazionali. Pur non essendo mai stata all’Aia, dove il dipinto risiede, avevo la sensazione di averlo già visto, forse altrove per un presito. E’ venuta in mio aiuto l’amica V., che mi ha ricordato che anni fa avevamo visto insieme al Metropolitan Study of a Young Woman (Ragazza con velo). L’amica V. si era tanto lamentata che la ragazza era brutta. Secondo me non è brutta, ha solo quell’aspetto che tanti guai ti procura alle scuole medie.