Silver Spoon

Silver Spoon, l’inatteso nuovo lavoro di Hiromu Arakawa dopo full Mental Alchemist, mi era stato sconsigliato da amici allevatori con la motivazione che è già abbastanza dura così, non immalinconiamoci pure coi manga.

Però nelle tavole i personaggi avevano un assetto in sella discreto e io tendo a fidarmi di chi ha un assetto in sella discreto, se hai avuto la pazienza di imparare come si sta a cavallo decentemente, è probabile che tu sappia alcune cose di questo mondo, più di altri.

Effettivamente Silver Spoon è un po’ triste, se si ha esperienza diretta di questioni zootecniche e della vita degli animali da reddito, non è una lettura ricreativa ad ogni pagina, ma al tempo stesso ha un approccio sereno e onesto che ammiro. La dissonanza cognitiva rispetto a ciò che mangiamo è una brutta bestia, talmente brutta che la maggior parte delle persone è costretta a fare finta che non esista, mentre altri cercano di gestirla meglio che possono secondo coscienza (alcuni per esempio non possedendo una coscienza). E’ difficile dire, è difficile persino indicare vagamente con il dito. Ogni informazione è di per sé potenzialmente una forma di aggressione. Ebbene Hiromu Arkawa è capace non solo di indicare vagamente col dito, ma anche di dire, e di disegnare, le cose come stanno, senza violenza.

E avevo ragione sulla questione dell’assetto, le pagine sull’equitazione sono le più belle.

silverspoon

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