Assurbanipal

Quando escono questi rapporti sulla lettura in Italia io mi sento sempre un po’ in imbarazzo, perché pur essendo un cosidetto lettore forte, sempre che questa espressione abbia un senso, non sono un lettore acquirente, quindi vengo contata praticamente tra i beceri al confine con gli analfabeti.

Io leggo prevalentemente libri presi a prestito alla biblioteca comunale perché sono innatamente spilorcia e perché provengo da Reggio Emilia, sede della biblioteca comunale italiana con il più alto tasso di prestito alla cittadinanza, la biblioteca Panizzi. Il ragazzino reggiano cresce con in tasca la tessera della biblioteca comunale. E’ stato osservato che persino i ragazzini che hanno il prof di italiano punitivo prendono a prestito alla Panizzi qualche libro ogni tanto, negli anni ’80 spopolavano per gli amanti della lettura le biografie di musicisti e per i non amanti della lettura i manuali per truccare il due tempi.

Su una nota più poetica, la biblioteca pubblica ti libera dal limite che il tuo reddito pone alla tua lettura. Puoi leggere quanto un principe, anche se la tua busta paga ti relega tra gli schiavi (non parlo di borghese o di proletario o di diritto ai servizi pubblici poiché si tratta di categorie desuete).

Bene, il lettore non acquirente, in ecologia economica, è un parassita del sistema capitalista, infatti incorre in una serie di sanzioni sociali.

Infatti, tranne che a Reggio Emilia, prendere i libri in biblioteca è considerato tantissimo da sfigati. Fino a qualche anno fa la gente mi diceva che doveva assolutamente possedere il libro, possederlo fisicamente, sotto forma di volume sullo scaffale di casa, ora i tempi sono cambiati e la gente mi dice che deve assolutamente portarlo con sé, in città come in vacanza, e non uno ma tanti, decine, centinaia, tutti con sé, sotto forma di ebook.

Insomma non è cambiato proprio un tubo, il libro della biblioteca a prestito è da sfigati.

Ogni tanto compro anche io, intendiamoci. Compro quando sono all’estero e trovo qualcosa che mi interessa particolarmente (tra l’altro all’estero i libri costano meno). Compro quando non ci sono alternative, poi però rivendo. A proposito, volete il terzo volume di 1Q84? Ce l’ho da un anno nel primo cassetto dell’ufficio. Lo comprai in seguito ad un esperimento psicologico. Da amante degli spoiler volevo provare ad attendere un seguito con pazienza, senza spoiler, in modo da goderlo appieno (mi è stato spiegato che funziona così). Insomma è andata malissimo. Durante l’anno di attesa mi è montata un’angoscia tale, col fatto che mezzo mondo sapeva e io no, che ho dovuto comprare il libro appena uscito e divorarlo in frettissima per sapere il finale (durante le pause caffè in ufficio), invece che aspettare che arrivasse in biblioteca a godermelo con calma. Ora mi mette ansia solo vederlo, di certo non me lo porto a casa. Se lo volete ve lo regalo e mi offrite una birra. Se lavorate con me potere andare a prendervelo da soli, è nel primo cassetto, sotto il cd degli Einstuerzende Neubauten coi denti.

Insomma che dire del fatto che gli italiani non leggono o quantomeno non acquistano? Sai che scoperta. Tanta gente, durante l’ora di italiano giura tra i denti che dopo la fine della scuola non aprirà mai più un libro, e poi lo fanno sul serio, non mi sorprende. Poi bisogna considerare che oggi il libro costa molto, o meglio non costa molto in sé, costa molto in proporzione agli stipendi della maggior parte dei lavoratori.

Prendiamo il lavoratore, con lo stipendio che sappiamo. Metti caso che gli avanzano due soldi, è ovvio che li spede in telefonia mobile, è costretto a spenderli in telefonia mobile. Oggi senza un numero di cellulare certe banche nemmeno ti emettono una carta di credito e oggettivamente con 40-50 ore ore settimanali di ufficio il cellulare è l’unico modo per coltivare una vita sociale.

Capite che in questo contesto, trovare qualcuno che abbia voglia, tempo e soldi per comprare libri e leggerli, è ben difficile. Mi sembra piuttosto ovvio, Il rapporto Nielsen più semplicemente ci dice in questo contesto sociale, trovare qualcuno che abbia voglia, tempo e soldi per comprare libri, è ben difficile.

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