Saitama

Devo ammettere che non mi aspettavo un mondiale tanto piacevole, con i magnifici Cappellini La Notte che hanno vinto l’oro nella danza cogliendo l’occasione postolimpica, Mao Asada che ha fatto una bellissima figura con programmi perfetti (oro naturalmente nel singolare femminile),Yuzuru Hanyu che ha vinto l’oro nell’individuale maschile anche se nel corto gli è venuto il quadruplo sottoruotato, brutto e pure caduto, quando quel corto lui lo fa sempre benissimo, e quindi poi ha deciso di pattinare un programma lungo superlativo, quando quel lungo di solito lo uccide, difatti fa Romeo. Belli Savchenko Szolkovy, bello Machida con le piumine dell’uccello di fuoco, bello il palaghiaccio di Saitama dove finalmente si sono svolti i mondiali che erano stati annullati durante il terremoto, bello il pubblico educato e competente.

Tra l’altro vi ricordate il numero 7 di Kiss&Never Cry, manga del 2009 di Yayoi Ogawa, spinoff di Kimi wa pet (Tramps Like Us), per la copertina l’autrice si era ispirata proprio ad Anna Cappellini.

ogawa

Peccato solo il commento, la solita lagna faziosa di Arianna Secondini, Franca Bianconi e compagnia, tra l’altro un tizio che non ho capito chi fosse (scusate), poteva essere un allenatore apolide amico loro, non fosse che proprio in quel momento Logan è passato in salotto e mi ha chiesto:

ma è Luttwak?

Ecco, io la prossima stagione su Raisportsat vorrei Luttwak a commentare il pattinaggio artistico. La dittatura del quadruplo, la turbo coreografia, i fili razionali, la leadership di Ottavio Cinquanta, il risparmiatore allenatore precario, sono certa che Luttwak avrebbe un’opinione su tuttto.

Almeno Luttwak è cosmopolita e ci risparmierebbe i provincialismi che abbiamo ascoltato, per esempio che i giapponesi porterebbero la mascherina in seguito alla contaminazione radioattiva. No, cari, in Giappone si porta la mascherina in pubblico per gentilezza, in particolare se si è raffreddati, tra l’altro è considerato scortese soffiarsi il naso in pubblico (io lo facevo e difatti sono un’orrenda gaijin). Inoltre in Giappone inspirare lo smog non è considerato obbligatorio come qui, che se non inspiri il diesel sei un’asociale, in Giappone quando non ti va di inspirare smog ti metti la mascherina.

In tutto questo comunque mi sento un po’ in colpa per il fatto che io negli anni ’80 Brian Orser non lo tifavo, gli preferivo Brian Boitaino prima e Victor Petrenko dopo. Perdonami Brian Orser, io ti sono riconoscente perché alleni Yuzuru Hanyu, che io tifavo già da prima di tengo a precisarlo. Ti ringrazio con un inchino. Domo arigato gozaimasu.

(guardatelo fino alla fine, Hanyu solo nel kiss&cry ringrazia il Winnie Pooh portafazzoletti, visto che Brian Orser è occupato con Javier Fernandez)

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