Difendere la Terra di Mezzo

Io quando andavo a scuola sentivo sempre dire che leggere Tolkien era da fascisti ma nessuno sapeva spiegarmi il perché.

In ogni caso alle medie e alle superiori non avevo tempo per leggere romanzi più lunghi di 200 pagine perché c’era la piaga dei compiti a casa. La piaga dei compiti a casa consisteva nel trascorrere ore al telefono per farsi dettare le versioni di latino da chi le aveva svolte a lezione privata, ore a dettare poi le suddette versioni ad altri, inoltre ore per la fotocomposizione delle frasi di latino, quando erano frasi e non versione, ogni amico traduceva una frase su una striscia di carta poi le incollavamo su un unico foglio, fotocopiavamo e procedevamo alla distribuzione a tutti. Solfa simile per matematica e fisica, ma non si riusciva a fare per telefono, era necessario anche il tempo dello spostamenti, in bici, motorino o bus per ritirare quaderni di esercizi già fatti da qualcuno a lezione privata, da diffondere. Poi c’erano le lezioni private che tenevo io stessa, durante le queli venivano prodotti i compiti di inglese che poi venivano diffusi non so esattamente secondo quale filiera della penosa industria scolastica.

Voglio ben sperare che tutta questa stupida perdita di tempo della produzione e distribuzione di compiti a casa non sussista più, visto che adesso c’è internet.

Se invece siete dell’avviso che sarebbe stato tanto più semplice farsi i compiti da soli per conto proprio, vi faccio presente che era del tutto impossibile per una singola persona produrre la abnorme quantità di compiti richiesta, e comunque non sarebbe stato per niente carino nei confronti dei compagni in difficoltà. Il darwinismo sociale quello si che è da fascisti.

Comunque la fine della scuola per me ha significato soprattutto la libertà di leggere. Questo stigma di Tolkien cominciava seriamente a incuriosirmi, soprattutto perché nessuno sapeva andare al di là  di un vago gli hobbit sono borghesi (perché sei bello te). Pensai che ero maggiorenne e nessuno poteva dirmi cosa potevo o non potevo leggere, inoltre da scafatissima accademica quale mi consideravo, come mai fosse da fascisti leggere Tolkien potevo ben scoprirlo da me con i miei affilati strumenti critici.

Bene, scoprii così che era tutta una balla strumentale, che leggere Tolkien sarebbe da fascisti. Quindi quando qualcuno se ne esce con questa cosa oggigiorno io lo considero uno sprovveduto oppure un falso, o quantomeno un prevenuto, e considerò altresì la difesa di Tolkien obsoleta, la sua opera si leggitima da sé, basa leggerla. Tra l’altro io ho letto Tolkien proprio l’inverno in cui frequentavo filologia germanica I quindi figuriamoci.

Ma se voi siete ancora nella fase non leggo Tolkien sennò faccio brutta figura con gli amici ma non so perché, sappiate che il problema viene essenzialmente dal fatto che Tolkien era un filologo, un conservatore e purtroppo in effetti tifava per Franco. D’altra parte Tolkien odiava il nazismo, perché il nazismo si appropriò del romanticismo tedesco e della mitologia nordica. Quindi se voi in generale state lontani dal romanticismo tedesco e dalla mitologia nordica perché vi sembra roba da nazisti, sappiate che il nazismo di essi si appropriò indebitamente e Tolkien lo fece pure presente, quindi state cadendo in un errore filologico.

Comunque, essendo che a me la difesa di Tolkien a questo punto sembra obsoleta, mi sono un po’ stupita dell’uscita di questo libro di Wu Ming 4, Difendere la terra di mezzo, che è come dire difendiamo la fantasy e la fantascienza contro gli accademici barbuti e canuti, quando per esempio la fantascienza è oggetto di studio accademico barbutissimo da molti decenni. Fate voi, io ho presentanto una tesi su Star Trek nel secolo scorso con un certo successo, e ora ho mai volta i capelli bianchi.

Detto queso, ho letto volentieri Difendere la Terra di Mezzo, che gode di un impianto critico rispettabile, se capite cosa intendo, e si sofferma molto sul mio aspetto preferito cioè quello linguistico. Proprio a volergli trovare una pecca, la qualità di stampa potrebbe essere migliore, soprattutto nelle prime 100 pagine, per esempio pagina 51 non è abbastanza nitida secondo me.

Insomma per me questa idea della (ri)costruzione del mito attraverso la (ri)costruzione della lingua è particolarmente affascinante, ed è qualcosa che non ho mai trovato in nessun altro romanzo fantasy. Per esempio, a me piace Game of Thrones, mi diverte, mi intrattiene, ma lo trovo inevitabilmente scemo, non riesco a prenderlo sul serio, per un problema sostanzialmente linguistico e cioè la lingua è troppo moderna, manca quell’effetto di arcacità che Tolkien ottiene con la gradazione lessicale. Nella versione televisiva la scemenza intrinseca è ben resa anche dalle acconciature, e secondo me è una cosa voluta, per esempio il fatto che ora che è tornato a King’s Landing, Jamie Lannister è pettinato uguale a Nick Clegg.

Il fatto è che a me piacciono molto le foreste primarie. Ne sono rimaste pochissime sulla Terra, e io ogni anno ne visito una, se posso. La foresta primaria è un ambiente del tutto diverso da una seconda crescita o da un bosco gestito. Se non sapete la differenza è lo stesso, sappiate solo che la sensazione della foresta primaria è molto particolare e unica, è una sensazione che non si prova in nessun altro luogo.

Tranne nei romanzi di Tolkien.

Allora io mi sono chiesta spesso come facesse Tolkien a conoscere la sensazione della foresta primaria. Forse aveva colto qualcosa nei boschi nell’Inghiterra rurale. O forse, aveva trovato quella sensazione nel linguaggio, nella filologia, poichè l’esperienza umana passa necessariamente attraverso la narrativa. Forse se studi filologia germanica per tutta la vita, riesci ad andare nei luoghi ancestrali di cui parla Propp nelle Radici storiche dei racconti di magia.

Chissà.

Di certo quella sensazione è qualcosa da difendere, contro Sauron.

wuming4

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