Rien de rien

Conoscenza scolastica, mai questo aggettivo da curriculum fu più calzante che per il triste caso del mio francese. Cara prof. di francese delle medie, io ti stimavo, non era colpa tua, ero io, tu mi hai anche insegnato a cucinare il croque monsieur, e saggiamente mi consigliasti di studiare inglese al liceo.

Comunque nell’ultima settimana sono riuscita a leggere Les cerisiers fleurissent malgré tout di Keiko Ichiguchi, che è uscito prima per il mercato francese che per quello italiano, a vedere Une vie entre deux eaux, tratto da Nostalgia Felice di Amelie Nothomb (o viceversa) e anche tre puntate di Megalopolis su LaEffe, lo so che posso cambiare la pista audio ma di solito sto cucinando e non voglio sporcare il telecomando di olio evo come si dice adesso.

Mi ha fatto piacere scoprire che in giapponese c’è il natsukashii, una nostalgia che non è rimpianto ma identità e conoscenza. La mia attuale posizione sulla nostalgia è che il rimpianto si riserva ai casi di morte, quindi mi trovo del tutto in linea con Nothomb e Ichiguchi. Entrambe con qualche difficoltà e tormento volano a cercare luoghi che esistono ancora e persone che sono tuttora vive. E anche Alexandra Leroux non sta tanto a casa a lamentarsi, lei ma va in giro per le megalopoli.

nothomb

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