Quietly Subversive

Il mio rapporto con le forze di polizia italiane è pessimo e del tutto irrecuperabile, sarà che sono nata a Regggio Emilia durante gli anni di piombo, sarà che per controllare la patente quelli imbracciano un’arma ad altezza dei miei occhi, sarà che di notte ridacchiano quando mi chiudono da sola con loro dentro al furgone dell’etiltest, non lo so, forse andando in analisi. Per incontrarli il meno possibile l’unica soluzione è usare l’autostrada, ma l’autostrada costa quindi per eliminare la tentazione della gratuita benché buia strada normale ho il Telepass. Capite, pago per pagare, pur di non vedermi puntata addosso una mitraglia. Però ho il Telepass normale, non quello colorato che c’è adesso con il sovrapprezzo per intornarsi alla macchina.

Con le forze di polizia di altri paesi mi sento più a mio agio, per esempio sono in grado di chiedere un’informazione stradale ad un bobby inglese, mi rallegro quando sulla U-Bahn sale la Polizei coi cani e mi fa tenerezza il cubicolo di quartiere della polizia di Tokyo. In generale comunque mi trovo meglio con gli eserciti.

Per tutti questi motivi apprezzo la serie NSK Garda di IRWIN, è quietamente sovversiva.

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