Travel Book

Già che ero dal giornalaio ieri, che ci vado solo quando Nadal vince un torneo del Grande Slam, che a dire il vero è poi molto spesso (gongolo), per darmi un tono da signora ho comprato pure Marie Claire. Difatti il giornalaio mi ha detto buongiorno signora arrivederci signora, per l’occasione indossavo pure i tacchi, ma in realtà hanno iniziato tutti a chiamarmi signora un paio di settimane fa quando la mia ciocca fucsia si è sbiadita per via del cloro e ora sembra che ho una meche bionda, l’ho sempre detto io che le meche bionde sono da vecchia.

Comunque, ho comprato Marie Claire per leggere qualcosa di incredibilmente cretino tipo come reiventare l’estate o come osare con il nuovo nero (sic), perché abbiamo passato i 35 gradi quindi la vita intellettuale è impraticabile. Purtroppo poi non ho capito come reinventare la mia estate (anche perché lavoro per altri due mesi interi, prima che sopraggiungano le ferie) e non ho capito cosa avesse che non andava il vecchio nero, per di più c’era un articolo sui nuovi belloni under 30 e non me ne è piaciuto nemmeno uno, però ho trovato un articolo con intervista a proposito del Travel Book Vuitton di Taniguchi su Venezia. Nonostante l’infelice titolo Canal Manga è una lettura piacevole, con le illustrazioni che riescono benissimo sulla pagina patinata, peccato che fai appena in tempo a calarti in questa dolce Venezia verdeacqua, che tutto finisce bruscamente e nella pagina immediatamente successiva precipiti in un racconto di maternità surrogata.

Sappiate comunque che di travel book ce ne sono anche altri tutti meritevoli, in particolare quello di Mattotti sul Vietnam.

vuitton

venicevietnam

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