Hamster im Rad

Sinceramente credevo che a vedere Alphabet al Biografilm Festival saremmo stati tre gatti e che la maschera ci avrebbe consegnato qualche sacchetto del pane per nasconderci la faccia, visto l’argomento scabroso.

Potete quindi immaginare la mia sorpresa quando, arrivata all’ultimo momento dato anche che avevo già il biglietto, mi sono ritrovata nel mezzo di una folla pressante, dove tutti ovviamente erano più alti di me in particolare Bergonzoni che avevo davanti e mi sovrastava di almeno un metro. Inoltre la maschera non solo non era dotata di sacchetti del pane, ma aveva anche qualche difficoltà a dividerci in paganti e studenti, vista la relatività del lato sinistro e della destro a seconda della direzione.

Secondo me è rimasto fuori qualcuno alla fine, quando io ero convinta di essere l’unica al mondo a condividere la tesi di questo film e cioè che l’educazione convenzionale ammazza il pensiero divergente e addestra ad un conformismo intimamente deprimente e socialmente pericoloso.

Invece a quanto pare siamo quantomeno io, la famigliola Stern, svariati neuropsichiatri, un baronetto, una fantastica studentessa di Amburgo di nome Yakamoz Karakurt e il nuovo idolo Thomas Sattelberger supermanager di Deutsche Telekom.

Questo è stato parecchio rasserenante.

Gli spettatori del film non so come si sono trovati, una donna è uscita esprimendo disgusto ad alta voce mentre un’altra, certamente benintenzionata, ha chiesto ad Andrè Stern presente in sala come si fa a a praticare il pensiero divergente se nessuno ce l’ha insegnato, quando la tesi del film è per l’appunto che noi abbiamo già il pensiero divergente ma ci viene ammazzanto dall’educazione, figurarsi ora se è il caso di metterci a insegnare il pensiero divergente a tutti nello stesso modo, capite che siamo daccapo.

Comunque, a voler trovare un difetto a questo documentario, è un po’ troppo aneddotico e sentimentale, avrei preferito una materia più organica. Non mi riferisco a Pablo Pineda che al contrario è stato brillante, ma alla frammentazione dell’esperienza di Stern nella narrazione. Capisco l’intendo di porsi come libera ispirazione per lo spettatore invece che come denuncia o soluzione di un problema, ma mi pare che tutta questa ispirazione sparsa alla fine non sia abbbastanza costruttiva, in questo senso organica.

Alphabet from Filmfonds Wien on Vimeo.

Advertisements