Fiume lento

Ho scoperto questo meraviglioso volume illustrato di Alessandro Sanna, Fiume Lento, grazie a Brainpickings. In biblioteca si trova nella sala delle prime letture, dove stanno i bambini malfermi sulle gambette. Hanno fatto bene a metterlo lì secondo me. Gli adulti non se lo meritano, a meno che siano disposti ad attraversare l’atrio, il corridoio lungo e le tre sale dei minorenni, all’inverso di un romanzo di formazione.

Sono tutti acquerelli, come sarebbe la nostra vita qui senza la bonifica, che magari un sacco di gente adesso non lo sa neppure, della bonifica, e crede che la pianura sia sempre stata così, asfaltata. Adulti che non sanno niente, peggio che Jon Snow.

fiumelento

Io ho visto una sola grande alluvione nella vita, di quelle serie intendo, nel senso che pioveva sul serio, e la domenica quando si andava in giro in macchina nella bassa si vedeva il segno sulle facciate delle case, di dove era arrivata l’acqua, e in alcune case non andava più via.

Non come quella di gennaio scorso, che ha fatto danni mostruosi ma in realtà è piovuto giusto un paio d’ore. Oggi la politica è facciamo come ci pare e speriamo che ci sia sempre il sole, alla gente piace il sole, la gente si dispera quando vede la nuvola nell previsioni del tempo, quindi speriamo che non piova e se piove incrociamo le dita.

Inverno caldo, mesi senza pioggia e poi un temporale anomalo, in Appennino piove invece che nevicare, quindi tutta l’acqua rotola a valle, veloce perché non ci sono più i boschi a trattenerla. Dove ci sono gli alberi, l’acqua penetra nel terreno più rapidamente, circa 70 volte più rapidamente, perché le radici fanno da canale verso il sottosuolo, ma gli alberi non ci sono. A valle l’acqua trova i letti rettificati e irregimentati, quindi ovviamete accelera, capite che più si rettifica, più l’acqua accelera, piace rettificare perché così si coltiva di più, del rischio ce ne freghiamo. L’irregimentazione di cemento impedisce all’acqua di entrare nella terra, l’acqua aumenta di volume e di velocità e gli argini diventano fragili. Gli argini diventano fragili perché non sono altro che mucchioni di terra messi lì, così, in mezzo alla campagna coltivata. Non c’è niente che li tiene insieme, gli argini, niente alberi, niente radici, sono solo mucchioni di terra. Arriva tanta acqua tutta insieme e l’argine fa quel che può, prima o poi succede il sifonamento e i danni sono enormi, perché le coltivazioni sono fino dentro le golene. Strade e paesi arrivano fino sotto agli argini. La gente va ad abitare sotto mucchioni di terra praticamente, sperando nel sole e negli enti di bonifica.


Negli argini ci sono, è vero, le tane degli animali selvatici, che possono peggiorare il sifonamento (che però tende ad accadere comunque, dato che l’argine è un mucchione di terra messo lì). Perché gli animali selvatici fanno le tane negli argini? Perché sono gli unici posti non coltivati intensivamente, quindi non percorsi in continuazione da macchinari agricoli. Il letto del fiume, è l’unico posto in tutta la pianura dove sono rimasti alberi, quindi è normale che gli animali selvatici si concentrino tutti lì. Naturalmente l’opinione pubblica sostiene che si dovrebbero eliminare anche quegli alberi, pulire il letto. Ma questo aumenterebbe ulteriormente la velocità dell’acqua. Eliminare ogni forma di vita e pretendere di irregimentare e rettificare all’estremo i corsi d’acqua sarà anche un’esaltante sifda dell’uomo contro la natura matrigna, ma porta inevitabilmente alla costruzione di argini più alti e dunque più fragili. Inoltre, c’è la questione del dispacement.

Gli animali selvatici vengono cacciati, sia dai cacciatori sportivi che da quelli pagati con soldi pubblici per la caccia di selezione. Nutrie, volpi, lepri, dicono persino tassi, non fosse che i tassi in pianura sono praticamente estinti dagli anni Cinquanta, comunque diciamo pure nutrie volpi e lepri che avevano la loro tana magari riciclata (in condizioni normali gli animali selvatici riutilizzano tane esistenti, ci sono tane di tasso in Inghilterra che hanno 500 anni) scappano dai cacciatori, alcuni sopravvivono, cercano un nuovo posto, scavano una nuova tana, di solito più profonda. Di nuovo vengono disturbati, di nuovo alcuni sopravvivono, di nuovo scavano una nuova tana, più profonda. Gli animali selvatici diminuiscono temporaneamente di numero, poi rapidamente hanno un picco, perché quando la fauna viene messa sotto stress tendenzialmente reagisce diventano più fertile (le femmine hanno cucciolate più numerose e in età più precoce), in ogni caso il numero di tane aumenta, soprattutto aumenta il numero di tane passanti. Ignorare questo è ignoranza o malafede, uno dei due, fate voi.

Basta prevedere zone di buffer, aree rinaturalizzate dove gli animali selvatici possano vivere indisturbati, possibilmente aree umide, dove tra l’altro i fiumi abbiano la possibilità di allargarsi e così rallentare, e attrezzare gli argini attrezzarli con apposite reti, come si fa in Germania. Ma l’opinione pubblica preferisce la caccia di selezione, psicologicamente capite che da più soddisfazione.

Sai che soddisfazione, poi ti si allaga il piano terra e devi buttare mezzo mobilio e la macchina. La macchina! Ma quante volte ti deve spiegare le cose Mario Tozzi? Comunque insomma, è evidente che non ci sono più le alluvioni di una volta. Ora si squarciano gli argini in un paio d’ore ma a malapena ti si annaffiano le piante sul balcone, poi torna il sole per mesi, e fino al prossimo temporale si parla solo di rimborsi, la fiera del populismo. Aveva proprio ragione quell’utente Twitter di cui non ricordo il nome che sugli argini aveva scritto di sicuro è colpa di quelli che ci hanno camminato sopra con le Hogan.

In realtà fortunatamente qualcuno parla anche di Coypumentary.

In pratica, la gestione attuale del territorio è tutto il contrario delle best practice secondo Alastrair Driver.

Step 1 create #ponds at top of catchment pic.twitter.com/SXfoHAQrqg
Step 2 leave naturally occurring woody debris where it falls in the upper valleys pic.twitter.com/oSaCS5qUIi
Step 3 introduce woody debris instream to push high flows out into rural floodplain pic.twitter.com/VIgKu7FGEc
Step 4 create flood storage on rural floodplain with low embankments and simple sluices
Step 5 keep monitoring to prove the absence of property flooding is no fluke!

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