Pavee Lackeen

Quando facevo la catechista (questa è una pausa mentre ridete), veniva ogni tanto in parrocchia il mediatore culturale a spiegarci un po’ di cose sulle differenze etniche e culturali dei nomadi, da queste parti Sinti o Rom. Quando ero bambina passavano ancora i carrozzoni coperti trainati dai cavalli, con tanto di campanelle, ma già alla fine degli anni ’80 erano scomparsi. I Rom erano diventati stanziali nei campi assegnati dal Comune e i bambini venivano in chiesa a fare prima comunione e cresima, per questo avevamo un mediatore culturale, ma non andavano a scuola (quasi mai), non so se poi a scuola gli insegnanti avessere un mediatore culturale, noi catechisti ce l’avevamo e ne avevamo veramente bisogno perché si era molto ignoranti (se posso permettermi, mi pare che tuttora ci sia una grande ignoranza tra gli italiani sull’argomento nomadi, un sacco di gente teoricamente scolarizzata crede che Rom e Rumeno siano la stessa cosa). I sinti erano rimasti effettivamente nomadi, giostrai nello specifico, e non ci è mai capitato di vederne in paese, so però che avevano una casa nel paese più in là, con un campo dove tenevano le giostre smontare.

Negli anni Novanta viaggiavo un pochino in Irlanda e non mi sarei accorta dell’esistenza dei Pavee, se non fosse stato per via dei cavalli tenuti neanche tanto male devo dire nelle periferie, e perché ero in grado di riconoscere i carri, che a dir la verità venivano mostrati in giro più come attrazione turistica, affitta il tuo carrozzone e fatti una vacanza da Traveller, mentre le abitazioni e la condizione sociale erano molto simili a quelle dei nostri campi Rom, solo con più cavalli.

Quello che si vede in Pavee Lackeen praticamente.

pavee_lackeen


Guardando un episodio di My Big Fat Gipsy Wedding un paio di settimane fa ho avuto una illuminazione, piuttosto stupida devo dire, potevo arrivarci prima. Io facevo catechismo ai bambini di sei anni, quindi essenzialmente facevo scuola di illustrazione biblica, paesaggi tempestosi dell’antico testamento, nature morte delle nozze di Canaa, crocifissioni sanguinolente, di conseguenza avevo poco a che fare con comunicandi e cresimandi, però ricordo bene che le bambine, a dieci anni, serissime, facevano la cresima vestite da sera.

Non vestite da piccole spose meringatissime come si vede in Gipsy Wedding per i Pavee e i Romanichal anglofoni, bensì vestite da sera, in abito lungo lungo nero con le paillettes, il corpino rigido e il reggiseno imbottito.

Io all’epoca mi sforzavo molto di darmi un tono cosmopolita, come faccio adesso peraltro, e quindi affrontavo gli altrui comportamenti e abbigliamenti bizzarri con esibita indifferenza. Insomma non potevo certo chiedere delucidazioni al mediatore culturale, avrei fatto la figura della campagnola provinciale. Pensavo, che vengano un po’ vestite come gli pare, è poi lo stesso.

Adesso capisco che stavano facendo un rito di passaggio, la prova generale per diventare adulte, il debutto in società, a dieci anni.

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