Un leggerissimo sospetto

Le ipotesi plausibili sono solo due.

La prima, le istituzioni del Trentino hanno visto l’occasione per eliminare tre orsi in una volta sola e l’hanno colta. La seconda, le istituzioni del Trentino sono pericolosamente incompetenti.

Non si vedono altre spiegazioni, perché i fatti scientifici sono fatti scientifici.

L’orso bruno costituisce un pericolo, nelle zone antropizzate, quando sviluppa l’abitudine a foraggiare nei centri abitati. In questi casi viene rimosso, parlo in particolare del Nord America, secondo protocolli che prevedono che finisca in una zona faunistia o in uno zoo (l’abbattimento è previsto ma deve sussistere un pericolo immediato). Il caso di aggressione da parte di un’orsa in presenza di cuccioli è molto rara, perché di solito chi vive nelle aree dove è presente l’orso sa come comportarsi per prevenire il pericolo. Io stessa personalmente ho incontrato cuccioli di orso bruno nei boschi in Canada senza alcuna conseguenza particolare. I casi di aggressione in letteratura riguardano i cacciatori che vagano lontani dalla sentieristica. Secondo questi protocolli Daniza tecnicamente non era un orso pericoloso, quindi non sussistevano i motivi per la rimozione.

D’altra parte il Trentino, guarda caso proprio da inizio estate, ha una legge che permette arbitrariamente di dichiarare pericoloso un orso scavalcando i protocolli da animale protetto. Inoltre in Trentino non viene diffusa alcuna informazione, da nessuna parte, su cosa fare quando si incontra un orso, quindi vige la più totale ignoranza, persino da parte dei locali che si vantano tanto di sapere cosa significa vivere a contatto con la natura e percepiscono tutti i turisti come alieni venuti da Coruscant, che per chi non lo sapesse è il pianeta città di Guerre Stellari.

Ora, è sempre molto difficile valutare la cronaca locale, perchè la cronaca locale è una forma di giornalismo particolarmente manipolabile, le voci indipendenti non hanno la forza di emergere, le istituzioni tendono ad agire in modo paternalistico e tutti cercano di proteggere amici e parenti da conseguenze a lungo termine nella comunità. Nell’ultimo paio di anni due miei conoscenti sono stati protagonisti di fatti di cronaca locale e gli eventi sono stati talmente stravolti sulla stampa che, con tutta la buona volontà, nessun lettore esterno potrà mai comprendere cosa è accaduto realmente. Vale a dire che solo le persone vicine al fungaiolo Maturi sanno cosa è successo in realtà. Certo le dichiarazioni che avrebbe rilasciato alla stampa, se vere, lasciano sconcertati, per le contraddizioni, le apperenti ritrattazioni, la palese incompetenza e financo il sessismo.

Gli orsi dormivano. Gli orsi sono comparsi improvvisamente. Ho osservato i cuccioli per un po’. Mi sono nascosto dietro un albero. A me sembra che di provocazioni o aggressioni non ne ho proprio fatte. Se al posto mio ci fosse stata una donna cosa sarebbe successo.

Colpisce tra l’altro l’umanizzazione dell’orso, come se si trattasse non di un animale selvatico con una sua specifica etologia, ma di una persona, la osserviamo nascosti dietro un palo, tanto non se ne accorge, che sarà mai, mica le stiamo rigando la macchina.

Se ci fosse stata una donna.

In che senso? You hunted the mammoth? Un fiero montanaro e pinzolese doc (come si evince anche dal cognome), che si salva dall’orso grazie alla forza bruta.

Ma ammettiamo anche che il fungaiolo Maturi sia in buona fede un completo sprovveduto, non per colpa sua bensì vittima della mancata informazione da parte delle istituzioni. Ammettiamolo pure. A causa della sua incompetenza l’orsa lo aggredisce, gli rifila qualche ferita per fargli notare appunto che è uno sprovveduto, e se ne va. Maturi si fa medicare, la cronaca locale coloritamente racconta, le istituzioni subdolamente intervengono, forti della loro nuova legge apposita e dell’appoggio del nuovo ministro (sic) dell’ambiente renziano. Cavalcano l’occasione, uccidono la madre, contro il parere della Forestale e in assenza di agenti della Forestale, Corpo che guarda caso è in via di scioglimento proprio per mano del governo Renzi. Anche sforzandosi, si fatica a credere che questa orsa, già sedata diverse altre volte, l’ultima l’anno scorso per la sostituzione del radiocollare, proprio questa volta, ma proprio questa, casualmente soccomba. Quanti casualmente ci sono in questa storia? Lazy universe.

Io frequento Pinzolo da un sacco di tempo, apposta per il Life Ursus, ma in segreto, cioè quando sono a Pinzolo non lo dico a nessuno che sono lì per gli orsi. E’ un paese ostile al conservazionista, come si è ben visto anche in occasione della manifestazione autorizzata, è decisamente ora che io smetta di andarci in vacanza, prima che facciano fare una brutta fine anche me. I pinzolesi si sentono vittime delle politiche comunitarie, che hanno voluto rimettere l’orso a casa loro dopo che loro l’avevano fatto estinguere appunto perché non lo volevano, si sentono vittime dei turisti dal pianeta Coruscant, ma soprattutto vittime della difficoltà ad ampliare gli impianti di risalita del comprensorio, con il sogno proibito di collegarsi un giorno a Madonna di Campiglio. A Pinzolo bisogna sempre far finta che l’orso non esista, anche se sei andato là apposta, oltre che per il camp di Alexei Mishin. Se tu a un pinzolese parli dell’orso puoi scegliere tra due risposte:

– aiutiamo gli orsi a casa loro (versione legaiuola)
– vorrei vedere te in città se ti mettessero l’orso alla femata del bus (versione Coruscant)

Ora si è aggiunta pure l’ipotesi che ti menino per strada durante una manifestazione autorizzata.

Tre orsi in un colpo solo.

Ovviamente tre orsi, perché gli orsi bruni vivono con la madre per due anni e in particolare passano con la madre il primo letargo. Da soli, a 9 mesi, non sono in grado di trovare abbastanza cibo per costruire le riserve di grasso per superare l’inverno, ma soprattutto non sono capaci di trovare un rifugio dove andare in letargo, nè tantomeno di scavarlo. E’ una fortuna per le istituzioni, perchè se i due cuccioli di Daniza dovessero sopravvivere questo potrebbe accadere solo con un aiuto diretto delle istituzioni stesse, sotto forma di cibo e riparo. Ma in questo modo i cuccioli svilupperebbero un comportamento anomalo, collegherebbero l’uomo al cibo, e finirebbero poi inevitabilmente a foraggiare nei centri abitati, che è un comportamento oggettivamente pericoloso (sul serio, non come il caso dell’orsa che protegge i cuccioli, che invece deriva da un comportamento pericoloso da parte dello sprovveduto), e quindi poi andrebbero inevitabilmente rimossi. Di conseguenza è molto più comodo uccidere la madre subito, così poi i cuccioli di sicuro non si svegliano dal letargo, sperando che da qui a dicembre non diventino un pericolo, per esempio avvicinandosi all’asfalto e causando incidenti stradali. Tre orsi in meno, cittadinanza locale più contenta, voti in più, più seggiovie, e fondi europei che continuano ad arrivare per il progetto Life Ursus.

Vi ricordo che la Comunità Europea non coltiva un albero dei soldi che cresce rigoglioso nel mezzo del Lussemburgo, usa i soldi delle nostre tasse.

Bene, questa l’ipotesi complottista. L’altra ipotesi è l’incompetenza, dal punto di vista conservazionista, etologico, politico, e anche per quanto rigarda il ritorno di immagine di una regione a vocazione turistica. O una o l’altra, o forse entrambe contemporaneamente.

Vedete voi.

Già che ci siamo comunque vorrei chiarire a cosa servono le reintruduzioni dei grandi predatori (orso, lupo…) anche in ambienti antropizzati. In giro si usa il termine biodiversità senza capire assolutamente che significa. Qualcuno ha azzardato che i grandi predatori sono utili per controllare numericamente la popolazione degli ungulati, siamo sulla buona strada, ma la realtà scientifica è leggermente diversa e assai più intressante. Servono a controllare il comportamento degli ungulati. In assenza di grandi predatori gli ungulati sono belli tranquilli, e passano molto tempo in ambienti aperti a mangiare con tutto agio quello che vogliono. Di conseguenza impediscono ad un grande numero di specie vegetali di crescere e diffondersi, in particolare lungo i corsi d’acqua. Queste specie vegetali costituiscono l’habitat essenziale per un grande numero di specie di insetti, che a loro volta sono la preda di un grande numero di altri animali nella catena alimentare, in particolare i pesci. In pratica se metti l’orso, aumentano i pesci, tanto per fare un esempio. Poi magari uno può dire che mi frega a me se aumentano i pesci, o gli insetti impollinatori. Legittimo, ma miope, comunque la biodiversità funziona così, non è come dire l’assortimento in un negozio di scarpe.

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