Golf

Negli ultimi mesi sono stata diverse volte a Mirandola per via di una bazza per comprare un macchina. Concessionario che due anni fa aveva un buco nel muro, agenzia pratiche auto nel container, potete immaginare. Se ve lo stavate chiedendo, il centro di Mirandola è ancora inagibile e puntellato, tranne un ristorante dove fanno certi fantastici spaghetti ai cipollotti.

Ecco qui il cruscotto della mia Golf IV a benzina del 99, l’altra settimana pochi giorni prima della sua partenza per i paesi dell’est, dove finirà verosimilmente smontata da uno scaltro ricambista, salutiamola, quanto mi piaceva questo cruscotto blu.

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Si quei chilometri li ho fatti tutti io, prevalentemente per lavoro. Ho lavorato un bel po’ negli ultimi 15 anni, è un peccato che il futuro nel settore privato in Italia ora sia così fosco. Vorrà dire che ci riposeremo. Tra l’altro continuando in questo modo con il riscaldamento globale inevitabilmente la Corrente del Golfo si disattiverà e dopo starete freschi, con i vostri diesel puzzolenti la mattina. Vedete, delle due note teorie, se Golf stia per lo sport, come Polo, o per Gulf Current, come Bora, io ho sempre sposato la seconda.

Quindi nello spirito del rallentare un po’ questo ormai inevitabilmente tetro futuro, la Golf VII l’ho presa a metano, anzi vi dirò di più, a turbometano col Bluemotion, nientemeno. Io veramente credevo che la mia Golf del nuovo millennio sarebbe stata una Golf volante, ma questa si è rivelata purtroppo una utopia leonardesca. Avevo brevemente considerato la Golf elettrica ma era fuori budget (lo spot però è bello e gratis), così ho ripiegato sul turbometano col Bluemotion.

Per il momento ho fatto 250 km con mezzo pieno di gas a ciclo misto, provo un po’ di nostalgia del benzinaio perché era gentile, però ho usato il bancomat una volta di meno, alla faccia di Renzi e delle accise. Devo ammettere che sto guidando molto dolcemente, perché negli ultimi 15 anni mi sono resa conto la Golf ha fatto alcuni passi avanti nel comfort di guida (secondo me non ce n’era bisogno ma ben venga) e se guidare la Golf IV era un po’ come montare un bravo cavallo da show jumping, questa Golf VII è un cavallo da dressage. Devi guidare tutto composto, con il busto eretto e le spalle sciolte, con gli aiuti appena percettibili perché è estremamente sensibile e se usi una foga scomposta finisci giustamente lanciato in un fosso con il frustino su un ramo.

Il raggio di sterzata o come si chiama non finisce di sorprendermi, soprattutto dopo aver usato il mese scorso una Mokka a noleggio, un’auto atroce con lo sterzo che non sterza, il turbo che sgasa a caso, i sedili in similplastica e una visibilità sul mondo esterno talmente ridotta che l’orientamente è affidato ad una serie di fastidiosissimi allarmi di prossimità (però devo ammettere che lo spannavetri elimina la condensa all’istante).

Quindi insomma, se dovete affrontare un grosso acquisto, considerate Mirandola. C’è anche un posto bellissimo che si chiama Giardino Botanico La Pica, dove nel mezzo della campagna morta, secca e avvelenata della monocultura padana, sorge una meraviglia di orto botanico con giardino formale (a tela di ragno).

Un pomeriggio stavo passeggiando tra gli alberi della Pica quando ho udito una gallina. Mi sono guardata intorno, niente galline. Dov’è la gallina? E’ uno scherzo in stile OITNB? Poi ho visto un occhio, un altro occhio, molti occhi, c’era una dozzina di galline sui rami bassi di un albero, nascoste tra le foglie. Mi sono molto intristita, perché so benissimo che le galline dormono sugli alberi se non vengono confinate, ma sono così poco abituata a vedere galline non da reddito che quando ne vedo una dozzina rimango spaesata. La prima volta che mi hanno detto che le galline dormono (dormirebbero) sugli alberi sono rimasta così basita che me le sono figurata appese a testa in giù come pipistrelli.

Comunque massimo splendore nel mese di giugno.

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