Heraii

Voi sapete quanto io detesti i cliffhanger, quindi quando il mese scorso è uscito Raivo, il secondo volume di Millennio di Fuoco di Cecilia Randall, io ho studiatamente e ostentatamente fatto finta di nulla mentre tutti si affannavano.

Stai leggendo Raivo?
Chi, io? [si studia le unghie] No, non c’è alcuna fretta.
Il finale è brutto
Lo so, ci sarà la redenzione di Raivo, che strazio

[spoiler da qui in poi]

Eravamo rimasti che Seija aveva fatto la scelta tatticamente peggiore di tutte, cioè fidanzarsi col noioso Lothar, quindi era ovvio che le prime 100 pagine sarebbero servite a rimediare con la narrazione a questa scelta, per poter procedere finalmente con la parte interessante della storia e cioè incontrare Raivo, e così è stato. Una delle molte cose che odio dei cliffhanger è che rallentano in partenza il seguito.

Poi proprio quando la vicenda aveva ripreso un buon ritmo, sono apparse strane e sgradite sorprese. Si è iniziato a suggerire qua e là che Heraii facesse il doppio gioco. Che fastidio! Sappiamo già con grande certezza che Heraii è dalla parte dei buoni. L’ha detto Raivo nel primo volume e se l’ha detto Raivo nel primo volume dev’essere vero. Vi ricordate quando Dumbledore insisteva tanto che Snape era dalla parte dei buoni? Insomma, se il personaggio più affidabile di tutti dice che un certo altro personaggio è affidabile, perché tutti gli altri personaggi ne dubitano lo stesso? Ci fanno brutta figura i personaggi e anche i lettori boccaloni che ci cascano. Almeno questa volta si è tutto risolto all’interno dello stesso volume e io non ho dovuto passare anni e anni a convincere la gente che no, il personaggio che piace a me non fa il doppio gioco, fa il triplo gioco perché è particolarmente eroico, mentre tu sei narratologicamente uno sprovveduto.

Heraii

Poi per fortuna è arrivato il sesso torbido e ci siamo tutti distratti. Nel frattempo Ananta ha continuato a fare la regina Borg e ad un certo punto c’è stato il fosso di Helm. Ma dopo quello, di nuovo si sono insinuati dubbi su Heraii che mi hanno causato grande stizza.

Ma il finale, il finale è stato bellissimo. Non so come fa a non esservi piaciuto. Non solo non c’è la temuta redenzione di Raivo, ma nemmeno quella di Heraii! Zero retorica, zero predica, ed è qui che la Randall mi si eleva sopra la Rowling. Ci siamo anche scampati il tipico finale fantasy dove sei costretto a venire a sapere chi sposa chi per almeno 3 generazioni, al posto abbiamo assistito invece a un grandioso colpo di scena sentimentale, Seija incinta, che a ben vedere era telefonato ma io pivella non ci avevo fatto caso, credevo che nel corso dei due volumi venissimo puntualmente informati sulla regolarità del ciclo mestruale di Seija per dovere di cronaca.

Insomma è stato uno spasso. Forse in fondo in fondo mi è piaciuto di più Gens Arcana, che secondo me aveva un world building più sofisticato, mentre qua la regina Borg con queste sperimentazioni interspecie non meglio identificate mi ha lasciato un po’ perplessa, io avrei voluto spiegazioni scientifiche o fantascientifiche o magiche più precise.

Poi insomma, ho sentito la mancanza di una descrizione realistica delle faccende equestri. Sempre un gran parlare incoerente di strattonare le redini. Nelle descrizioni è come se questi personaggi avessero solo la parte superiore del corpo. E l’inforcatura? Come si reggono in sella, grazie alla magia? Ma in questa saga non c’è la magia, come abbiamo ben compreso (tranne Britte l’aiutante magico proppiano), quindi sarebbe bene menzionare l’inforcatura di tanto in tanto, soprattutto in guerra, t’ammazzano subito se non hai una bella inforcatura in guerra.

Ma al di là di questi dettagli paranoici, splendida fantasy, da rileggere di gusto.

Save

Advertisements