Super Premium Soft Double Vanilla Rich

Il lavoro di Toshiki Okada è molto significativo, il problema è che la gestualità degli attori è talmente ipnotica da rendermi impossibile rimanere sveglia. Scusatemi se mi sono addormentata l’altra sera in terza fila! Il fatto è che io mi addormento molto molto facilmente. Tra l’altro mi ero messa il mascara e dopo avevo le ciglia tutte appiccicate, ho fatto fatica a riaprire per bene gli occhi.

vanilla

Comunque, ho molto interesse per le persone che vivono nella condizione del freeter, dell’hikkikomori, del NEET perché se da un lato può trattarsi di ripiegamenti personali anche patologici, dall’altro è evidente che molte società contemporanee, sia occidentali che asiatiche, stanno scientemente e anche aggressivamente spingendo larghe fette della società, soprattutto i giovani adulti, in questa condizione.

Di fatto ad oggi, allo scopo mantenere lo status quo nel quale la classe dirigente con famiglia al seguito si assicura la sua posizione parassitica a vita, mentre un alto numero di imboscati a vario titoli parassitano per infiltrazione il tessuro sociale, è tecnicamente necessario che parecchia gente viva ai margini della vita produttiva e pubblica, non necessariamente in povertà, un lavoretto temporaneo glielo si può certamente concedere, per esempio in un konbini, ma sicuramente confinati, in stabulazione fissa diciamo, come gli animali da reddito.

Questo perchè in un mondo produttivo e una vita pubblica che garantissero equità di condizioni e di diritti, inevitabilmente si andrebbe ad erodere il monte di denaro in cui prospera il parassitismo.

Si parla poco di questo meccanismo, ma si parla ancora meno della vita delle persone coinvolte. La giornata del freeter non è certamente un argomento glamour, per questo sono riconoscente a Toshiki Okada per averlo voluto affrontare (e ad Inio Asano che per lo stesso motivo si prende anche qualche insulto a volte).

E comunque la gestualità degli attori in questo Super Premium Soft Double Vanilla Rich è geniale, una direzione pazzesca. Non fosse che mi si aggancia ai meccanismi dell’addormentamento, come i bambini che si assopiscono leggendogli una storia, per via della narrazione ritmata. Però ho capito lo stesso eh! Anzi vi dirò di più, la ragazza strana che va tutte le notti al conbini a comprare lo stesso gelato e poi si dispera quando viene discontinuato, perché il gelato che lo sostituisce non è per niente uguale, sono assolutamente io. Io sono la cliente gravemente fissata con i prodotti discontinuati, che non si capisce se è una squilibrata o se è una tipa normalissima che lavora 9/17.

E ora vi tocca la mia storia di conbini. Io a Tokyo stavo a Yanaka, che è un quartiere della vecchia Shitamachi con i negozietti che alla sera chiudono, o ristorantini o il sento che diventano poco visibili e devi sapere tu dove si trovano e come si entra, per il resto è buio, tranne i conbini. Io di conbini ne ricordo ben tre sulla strada di 400 metri tra la stazione di Nippori e il mio ryokan, uno medio e due enormi. Con la loro insegna luminosissima e una quantità straordinaria di prodotti. Tranne quello che cercavo io ovviamente.

Advertisements