Lo Zar e la Zebra

Tra l’altro ho avuto finalmente tempo di vedere quell’Intimissimi On Ice che avevo registrato non so quanto tempo fa. Mi faceva un po’ impressione l’idea che pattinassero in mutande, con tutto che io adoro Stephan Lambiel, eppure non desidero vederlo in mutande, tantomeno su una pistina circense. Comunque alla fine erano tutti molto vestiti e anche ridicolmente, sulla pistina circense, eppure Lambiel era bellissimo lo stesso. Se n’è accorta persino la Ferragni, che all’inizio dello show era tutta compunta mentre alla fine era là che si sgolava, giustamente, è stata molto carina a sgolarsi.

Il Capodanno On Ice dal Palavela invece ha potuto vantare un livello tecnico eccellente, pista vera no circo, e infatti Lambiel era ancora più bello se possibile. Tra l’altro io Lambiel l’avevo visto alla finale di Grand Prix nel 2007 proprio al Palavela, quando aveva vinto davanti a Takahashi per un niente e seduto dietro di me c’era un giapponese che si lamentava e io sogghignavo tanto non mi poteva vedere. Peccato che poi il sogghigno mi si è congelato in volto l’anno dopo, con i problemi fisici, la fine del progetto di allenarsi con Petrenko, il quarto posto olimpico dietro Takahashi per un niente e infine il ritiro. In ogni caso quello che vi posso dire di Lambiel è che è un pattinatore che riempie la pista in maniera impressionante, gigantesco.

Praticamente da quando m’è presa l’ossessione per Yuzuru Hanyu, quasi tutti gli altri pattinatori del signolo maschile mi appaiono lenti e imbarazzanti, tranne Lambiel e Plushenko (che tra l’altro fa ancora quella splendida Estate in esibizione, come fa non si sa).

Bellino anche l’Eisgala di Oberstdorf, Miki Ando è sempre adorabile, poi c’era la Nugumanova con tanto di codini che io ve l’avevo detto di tenerla d’occhio.

Quanto a me, oggi ho insegnato all’amica P. a fare il passo incrociato. A mezzogiorno mi sembrava impossibile, a malapena usava il filo esterno, poi pranzo con vista sullo Zamboni, alle tre è riuscito il passo incrociato d’improvviso come per magia. Cioè in pratica quello che succede è che negli sport di destrezza quando si impara qualcosa di nuovo si formano connessioni neuronali tutte nuove, è una bella sensazione quando succede.

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