Si, primitivo, magari

Sabato mentre ero in giro per Fotografia Europea mi è capitata in mano la cartolina di una mostra. L’immagine, di un bosco, mi è risultata immediatamente familiare quindi ho girato il cartoncino e così ho letto.

Foresta Primitiva / Wistman’s Wood

Ecco, ti pareva. Sono rimasti così pochi alberi sul pianeta che ormai li ho visti tutti, ecco qua la foto scattata da Logan.  Questa cosa promette molto male per il futuro.

Comunque Wistman’s Wood è un piccolo bosco di querce nane e cespugli nativi che si trova nel Darmoor, lungo la valle del Dart. E’ piccolo (v. seconda foto, è tutto lì) perché nel Dartmoor la vita degli alberi nativi è stata resa via via sempre più difficile dall’intervento umano, quindi ad oggi rimangono solo strani boschi relittuali.

Una particolarità di Witsman Wood è la sua altitudine. L’Inghiterra nei suoi secoli ha preferito disboscare le colline per allevare bestiame e lasciare qualche albero nelle valli, diversamente dall’Italia che ha disboscato prima le pianure per l’agricoltura e solo ora si sta interessando ai declivi (essenzialmente per farci superstrade o impianti di risalita), quindi nel Devon ci si stupisce quando si trova una bosco come Wistman’s Wood che si trova a 400 metri slv.

Non crediate, per piacere, che la brughiera inglese sia primitiva. Prima c’erano i boschi, sono stati distrutti, questo ha reso il suolo più acido e alla lunga non c’è cresciuto più niente, anche perché la torba è stata via via estratta per essere venduta. Su quel che rimane sono stati messi gli animali domestici al pascolo, che si mangiano gli alberi che provano a spuntare, oppure sono state istituite riserve di caccia al cervo, stesso discorso. Per non parlare del grouse shooting. Altrimenti le piantagioni di conifere da legno, ce n’è una anche due miglia dal Wistman’s Wood. Ed ecco la brughiera. Bellina, con le sue eriche, primitiva però no.

Dove si sta cercando di fare rewilding in Inghilterra, piantando alberi nativi dove erano primitivamente, è una lotta contro la mentalità secondo la quale le colline devono rimanere brulle perché ormai ci siamo abituati così e quindi ci sembra primitivo.

Mi irrito sempre quando un luogo antropizzato viene descritto come primordiale, incontaminato, innocente e mai toccato dall’uomo. Dimostra quanto poco le persone comprendano l’antropocene. Speriamo che l’autrice intedesse metaforicamente, strizzando gli occhi, inclinando la testa, con la sospensione dell’incredulità.

Peraltro il Dartmoor è sede di una base militare (come avete appreso da Sherlock), ci sono agricoltura, bracconaggio di tassi e tutto quanto.

Detto questo, Wistman’s Wood è effettivamente un luogo molto affascinante, con un muschio degno di Tolkien e le querce sono nane perché i moor brulli sono battuti dal vento, quindi questi alberi hanno convenuto di crescere in miniatura, per ripararsi nella strettissima valle del Dart. E il sovrastante penitenziario di Princetown è certamente tetro. Tutta la cittadina è molto gloomy e riesce a rimanere tale anche nelle giornate di sole. Non c’è da stupirsi che Conan Doyle abbia soggiornato proprio lì prima di scrivere The Hound of the Baskervilles.

Paradossalmente per me il fascino del Dartmoor, a parte i tor di granito, sta nei cerchi di pietre, la testimonianza della presenza umana preistorica nel suo animo magico, non distruttivo. Ce sono talmente tanti che non sono neppure segnati chiaramente sulle carte. O anche dove lo sono, è una ricerca in mezzo al fango, al peat, i bog e tutti i relitti di una vegetazione che non c’è più.

Wistman3

Wistman2

(more photos)

Advertisements