Poor Gramsci

La lettura di L’egemonia sottoculturale di Massimiliano Panarari, nonostante io ne abbia sostanzialmente condiviso la tesi di fondo, mi ha creato qualche preoccupazione.

Io personalmente ho in gran conto il ruolo dell’intellettuale nella società, così come durante l’era berlusconi mi preoccupavo grandemente del deragliamento culturale collettivo. Per non parlare dell’immaginario. E’ o non, l’immaginario, il mio principale campo di interesse seguito strettamente dal rewilding?

Allora perché ho trovato il giudizio di Panarari su Drive In troppo drastico? Io, lo confesso, da bambina mi divertivo molto a guardare Drive In. E’ tanto grave? C’erano anche i pattini a rotelle, dai.

Ma soprattutto, come mai contestualmente mi è stato necessario rileggere il capitolo su Maria De Filippi due volte prima di riuscire a ricordare chi diavolo fosse Costantino? Costantino. Ma voi ve lo ricordate Costantino? Io dopo molti sforzi sono riuscita a rintracciare un paio di conversazioni casuali che ho avuto forse più di dieci anni fa a proposito di questo Costantino, ma la sua faccia mi rimane celata. Qualcuno ricorda ancora questo tizio? Da tanti anni ormai la gente famosa della tv spesso difetta del cognome. In questo modo diventa ancora più difficile tenerli a mente per più di un paio di anni. Questo Costantino io devo averlo dimenticato intorno al 2006. Come fa Panarari a ricordarselo ancora mentre scrive il libro nel 2010? E’ davvero questo tizio Costantino un fenomeno così importante per cui dobbiamo tenercelo a mente per sempre in modo da poter sostenere fruttuose conversazioni nel campo delle scienze sociali?

Insomma la lettura alla fin fine mi ha portato a due considerazioni. La prima, Drive In non può avermi fatto poi tanto male, se oggi riesco a ricordare personaggi televisivi inutili e privi di cognome per al massimo un paio d’anni, sempre che mi accorga della loro esistenza in the first place. La seconda, quando si scrive un saggio sulla cultura popolare e si vuole prendere di mira un personaggio inconsistente proprio per la sua inconsistenza, si rischia di risultare datati al limite dell’inconprensibile già dopo soli 5 anni perché quello nel frattempo sarà evaporato.

Comunque questa foto di Panarari è fantastica. Secondo me è al parco delle caprette.

massimilianopanarari

Advertisements