Anisotropia

Inside Out è un film piacevolissimo, forse un po’ troppo edificante, con interessanti risvolti cognitivi e comunque ambientare una storia a San Francisco è sempre una scelta vincente, ma la cosa più fantastica è senza dubbio il rendering dei capelli.

Mi ha talmente sorpreso il rendering dei capelli (di Sadness, Disgust e Joy, di lei anche la pelle luminosa effervescente), che non riesco più a togliermelo dalla testa.

Spero abbiate visto il film al cinema.

Quando iniziavamo a usare Photoshop in casa, vent’anni fa, avevamo ambizioni. Finalmente appariva possibile realizzare grandi cose, si, ma quali? Ci rendevamo conto allora che non erano gli strumenti a mancarci, era il disegno, la visione. Essere visionari, non eravamo capaci abbastanza di essere visionari.

Con i capelli di Inside Out io mi trovo per la prima volta, finalmente, davanti al mantenimento di una promessa, un promessa che il cgi mi aveva fatto nei primi anni Novanta e poi non aveva mai, fino ad oggi, mantenuto.

Mi hanno un po’ stupito le critiche al film sulla presunta mancanza, nel film, della razionalità e del libero arbitrio. Che strazio. Tanti progressi nelle neuroscienze, nelle scienze cognitive, e stiamo ancora qua ad affossarci con l’antiquata Ragione Illuminista. Disgustorama.

Disgust

Per il resto sono d’accordissimo che nella vita è ok essere tristi.

Sadness1

D’altra parte, è impossibile essere completamente tristi quando un film si apre con il castellino della Disney. Non sto scherzando, da quando sono stata a Dismaland il castellino della Disney mi provoca una spontanea e sincera ilarità. Voi fan di Star Wars, spero che siate stati a Dismaland, in questo modo saprete affrontare ciò che vi aspetta. Vedete, i sentimenti contrastanti non devono spaventarci.

Che altro, le core memory migliori sono quelle in cui pattiniamo.

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