Checklist

Una cosa è certa, io ho preso molto sul serio la preparazione della checklist del West Coast Trail. Sprovvedutezza? Non io. Acquisti incauti? Ci mancherebbe. Nel corso di sei mesi ho consultato, paragonato, valutato decine di checklist online. Ho meditato, mi sono tormentata. Mi sono aggirata per i negozi di outdoor con aria saputa.

I problemi dell’acquistare equipaggiamento da hiking in Italia sono molti, primo tra tutti i prezzi altissimi, poi lo scarso assortimento, per non parlare dei venticinque minuti che ogni volta sono necessari a spiegare al commesso sospettoso e incredulo che no, non ci sarà roccia, si, ci sarà molto fango, giuro, no ti ho detto che il rifugio non c’è, no nemmeno il bivacco, si ti ripeto che dura una settimana, davvero davvero.

E insomma la checklist del West Coast Trail è un po’ come something old something new, something borrowed something blue. La maggior parte dell’equipaggiamento l’avevo già. Ho aggiornato alcuni dettagli qui in Italia, acquistato varie cose al MEC di Vancouver (il MEC di Vancouver è la cattedrale dell’outdoor, hanno anche la loro propria checklist del West Coast Trail) e noleggiato bastoncini e thermarest sul posto perché non sarei riuscita a farli volare. Di blu avevo la mia vecchia tenda Ferrino.

In tutto ciò, mi piace segnalare qualche bella scoperta e una brutta.

Il marchio GM

Questa azienda trentina produce le migliori calze da hiking io che abbia mai provato. Meglio ancora delle Icebreaker (che per me sono al secondo posto) e delle Mico (ottime, ma da sempre poco adatte al mio piede). Ora dirò una cosa incredibile. Con le calze GM è possibile completare il West Coast Trail senza vesciche. Lo so che pare un’iperbole. Eppure è così. Una cosa che invero le calze GM non possono risolvere è fare le scale del West Coast Trail al posto vostro.

Sempre della GM esiste una comodissima bandana tubolare tipo Buff. Per me è migliore della Buff perché quando ho ordinato online una Buff dal sito europeo non me l’hanno mandata (lo status era in lavorazione), dopo due settimane ho contattato un esasperante servizio clienti che passati ulteriori dieci giorni mi ha comunicato che nessuno sapeva nulla della sorte del mio ordine. Insomma dopo due mesi mi hanno ridato i soldi e quindi la bandana tubolare GM per me è migliore innanzi tutto perché sono riuscita concretamente a procurarmela, diversamente dalla Buff.

bandanagm

Le gocce Pristine

Io ero certa che mi sarei beccata la giardia, a bere l’acqua dei torrenti. Non avevo alcuna fiducia negli agenti chimici per potabilizzare l’acqua. E invece le gocce Pristine, che ho naturalmente comprato al MEC, funzionano sul serio. L’acqua è anche più buona di quella del rubinetto italiano.

Le magliette Under Armour

Uso l’abbigliamento Under Armour da tempi non sospetti, da quado Yuzuru Hanyu andava ancora alle scuole medie praticamente. Tra l’altro oggi in Canada l’Under Armour è molto da tamarri, pensate che tra l’altro è l’abbigliamento preferito dei minorenni delinquenti (me l’ha detto la mia padrona di casa che d’inverno quando non ci sono gli hiker ospita i minorenni delinquenti per conto dei servizi sociali). Comunque insomma, quello che non sapevo è che le magliette Under Armour sono antipuzza. Nel West Coast Trail si suda molto e per forza di cose ci si lava pochissimo, quindi fidatevi. Ne possiamo anche dedurre che Yuzuru Hanyu non puzza mai in allenamento, un po’ perché i giapponesi hanno meno ghiandole sudoripare di noi europei, un po’ perché utilizza queste magliette antipuzza.

I pantaloni E9

I pantaloni E9 nascono per il bouldering, ma vanno bene anche per andare all’apertivo. Io li ho comprati per volare, perché hanno quella cucitura speciale sopra alle ginocchia per cui il tessuto non tira mai sulle rotule e questo è bene per me che ho le ginocchia consumate (molti tipi di pantaloni mi causano dolore). Vi posso dire che sono anche ottimi per campeggiare (quindi montare la tenda, smontare la tenda, cucinare, andare a prendere l’acqua al torrente, dormire). Essendo di cotone non sono adatti per l’hiking in sè, ma comunque si asciugano molto in fretta. Io uso gli Ondastory.

e9

La deprimente situazione della Ferrino

Per me Ferrino rimane un marchio iconico, di cui ho usato tante cose negli anni con la massima soddisfazione. Quindi mi dispiace moltissimo constatare che non riesce più a produrre equipaggiamento affidabile. Già tre anni fa avevo dovuto vendere un zaino seminiovo (aveva solo due anni) perché si erano rotti i ganci. La casa madre me li aveva riparati gratuitamente, ma visto che con i ganci rotti avevo perso irrimediabilmente parte del contenuto dello zaino (non si sa se all’aeroporto di Sydney oppure di Christchurch NZ), non potevo più fidarmi ad usarlo per quanto riparato. Inoltre le cerniere tendevano ad aprirsi da sole, che per uno zaino è una pessima cosa. Quest’anno ho tentato di sostituire il mio amato ma troppo leggero sacco a pelo Lumaca e ho optato per un Ferrino High Lab, quindi top di gamma. Purtroppo il gancio della sacco di compressione è risultato difettoso. Ma dove i compra la Ferrino questi ganci? Passare dieci minuti a sudare dentro la tenda perché non si riesce ad aprire il sacco a pelo potrà sembrarvi una semplice seccatura se campeggiate a Marina di Massa, ma nel West Coast Trail è improponibile. Inoltre le cerniere tendevano ad aprirsi da sole, che significa svegliarsi di notte in tenda con il sacco a pelo aperto e doversi ingegnare a richiuderlo, per poi risvegliarsi dopo due ore perché si è aperto di nuovo. Sono dovuta tornare al Lumaca. Ma li fanno ancora i sacchi a pelo Lumaca? Lo spero.

Comunque eccolo qua. Il mio zaino MacPac Genesis (neozelandese, ha destato un certo scalpore in Canada), 26 pound di peso. Accessoriato con raincover MEC, fischietto Lifesaver, moschettone Metolius. Bastoncini a nolo, bottiglie Klean Kanteen.

macpac

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