A Surfer of Sorts

Quando ho iniziato a fare surf, non ero animata da una particolare determinazione. Si trattava semplicemente di qualcosa che mi appariva alla mia portata e che desideravo fare. In retrospect, qualche determinazione devo pur averla avuta, visto che negli ultimi anni ho frequentato alcuni dei surf spot più belli del mondo, Jeffreys Bay in Sudafrica con la sua spiaggia di conchiglie, l’immensa Llanelli in Galles, la Cornovaglia, su e giù lungo la Route 1, e quest’anno Tofino BC (Cox Bay nella foto).

Posti magnifici, impressionanti, a volte remoti, con l’acqua gelida (13°C lo scorso agosto a Tofino). Onde non alte (lo so che vi interessa solo quanto sono alte le onde), ma veloci, a volte violente. Onde verdi, onde bianche, schiuma, lividi. Sabbia. A volte sabbia nel naso. Squali? Chissà, forse squali. Sirene da tsunami, in mezzo alla spiaggia. Dune, dune da superare trasportando la tavola.

Cosa mi spinge? Spingitori di cavalieri.

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