Lady Dinah’s Cat Emporium

Io frequento Brick Lane da quanto, da un totale di 25 anni. Ho iniziato per esplorazione e per le luci a gas, poi sono venuti gli anni della cucina bengalese, poi di quella vietnamita, e quando la zona si è gentrificata io non mi sono lamentata troppo perché nel frattempo avevo iniziato a lavorare quindi potevo pagarmi una stanza all’Hoxton e pure le eggs florentine al Breakfast Club.

Eppure so bene cosa ho perso negli anni, e mi dispiace dover riconoscere di essere parte del problema. Il mese scorso mi è capitato di leggere un tweet esilarante, nel periodo della proiezione live dell’Hamlet di Cumberbatch dal Barbican.

Quant’è vero!

Nonostante tutti questi miei sentimenti contrastanti, lo scorso settembre ho prenotato un high tea da Lady Dinah’s, il primo neko cafe di Londra.

Ebbene forte della mia esperienza al Jalala di Akihabara, Tokyo, mi sento di promuovere questo cat emporium.

La gestione è in effetti eccellente. Come nei neko cafe giapponesi l’entrata è regolata. E’ necessario prima visionare le regole del locale, lavarsi le mani con un apposito disinfettante poi si viene accompagnati all’interno, dove c’è sempre un addetto che veglia sulla quiete generale. Quindi niente viavai dall’esterno né niente schiamazzi che disturbino i gatti o gli avventori.

L’igiene generale è ottima. Un unico appunto che si può muovere, paragonando alla gestione giapponese, è che ciotole e lettiere sono in vista tra i tavoli. Non lo considero un problema igienico nè estetico, ma piuttosto etologico. Al Jalala c’era una porta con gattaiola, non accessibile agli avventori, vale a dire un stanza dove i gatti potevano ritirarsi, sia per evitare eventualmente il contatto con le persone (un gatto potrà pur avere una giornata storta e non essere in vena di compagnia), ma anche per poter usare la lettiera in un ambiente lontano da quello dove si mangia e si dorme. A loro volta le ciotole erano esclusivamente all’interno di grandi gabbie aperte accessibili solo ai gatti, lontane dai tavoli anche se nello stesso ambiente. In questi dettagli di ciotole e lettiere ho preferito la gestione giapponese. Per il resto nulla da eccepire.

In ogni caso i gatti del Lady Dinah’s sono molto rilassati, bendisposti e in splendida forma.

L’ambiente è in generale gradevolissimo, il cibo abbondante e squisito, il servizio da tè molto grazioso.

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L’aspetto che più ho apprezzato è che i gatti provengono tutti da gattili della città, quindi sono dei rescue.  Al Jalala di Tokyo invece non era specificato da dove venissire i gatti, o forse lo era ma io non sono stata in grado di capirlo con il mio giapponese rudimentale. Avevo afferrato però che i gatti del Jalala non vivevano stabilmente nel neko cafe, ma abitavano altrove e trascorrevano nel cafe periodi di alcuni mesi a rotazione. Al Lady Dinah’s invece i gatti provengono dai gattili londinesi, passano un periodo nel cat emporium e poi possono essere adottati stabilmente in casa, lasciando così spazio per un nuovo gatto di gattile o magari un gatta con gattini di gattile.

Altra cosa molto divertente è l’effetto zoo al contrario. Una delle sale ha una vetrina a giorno sulla strada, quindi dai tavoli si vede l’esterno, che è in pratica il passeggio in direzione di Brick Lane. I gatti del Lady Dinah’s sembrano amare molto il pisolino con vista, quindi ci sono sempre almeno un paio di gatti in vetrina. Dovreste vedere le reazioni dei passanti. Osservare dal tavolo le reazioni dei passanti sul marciapiede è impagabile. Una fauna umana strana e anche un po’ ridicola, da studiare.

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