MATA

Senza entrare nel merito delle polemiche sul MATA di Modena, perché il comune spenda una cifra impressionante per affittare lo spazio da privati, o come mai allestire la mostra Il manichino della storia sia costato un sacco di soldi nonostante gran parte delle opere venissero da collezioni private a pochi chilometri, vorrei dire che la mostra in sè, Il manichino della storia nel senso dell’arte contemporanea come pelele,  ha una splendida sala finale.

L’entrata è stata un po’ pesante per via delle didascalie esasperanti, ma poi ho abbandonato le didascalie e mi sono concentrata sulle opere, mi sono sentita subito meglio.

E’ una mostra che respira.

Si passeggia tra fotografia, pittura, scultura e installazioni, e nell’ultima sala c’è una panca. Sedendosi, da un lato c’è Poporoke Forest di Takashi Murakami, dall’altro c’è un quadro di Julian Schnabel che non avevo mai visto ma con quel viola Schnabel che ho visto un sacco di volte.

poporokeforest

schnabel

 

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