Brueghel nella nebbia

Da quando ha smesso di piovere, più di un mese fa, non più trovato nulla di buono da respirare.

In campagna, approfittando del secco, tutti bruciano foglie, rami potati e tronchi abbattuti, insieme alla plastica sbriciolata che sta dappertutto (le autorità interpellate sostengono che sia semplicemente impossibile rimuovere i rifiuti prima di passare con il megatoasearba trituratutto comunale). In periferia ci sono i soffiafoglie a motore a scoppio, almeno due ore di soffiafoglie al giorno, gli addetti indossano cuffie antirumore e mascherine, spesso sono semplici cittadini che passano il tempo così. In città ci sono i fumatori ovunque che producono la loro scia, c’è il fritto che esce dal retro delle cucine professionali e il tutto è comunque avvolto in una nuvola azzurrina di diesel.

Ho preso qualche giorno di ferie per non dover uscire di casa in queste condizioni, ma domenica sono comunque andata in centro per vedere la mostra dei Brueghel, perché finite e ferie non avrò più occasione.

Dopo ho dovuto fare una lavatrice con tutti i vestiti e lavarmi i capelli. Oh magari voi non ci fare neanche caso e vi sembra tutto normale. Ma io è più di un mese che non inspiro qualcosa di decente. Mi toccherà comprarmi una di quelle lattine di aria di Banff.

Comunque la mostra dei Brueghel è notevole, potenzialmente, se la immaginiamo con una diversa illuminazione. Purtroppo gli attuali fari nel buio, sparati potentissimi dall’alto verso le tele rendono metà opera praticamente invisibile, quasi del tutto bianca. Il resto si vede e si apprezza benissimo la texture, ma rimane il dubbio di cosa sia dipinto nella prima metà.

Oh magari è solo perché io sono bassa e le luci sono state orientate per un visitatore di uno e ottanta.

Ma quanto darei per poter annusare una di quelle nature morte coi fiori.

56_AMBROSIUS
56_AMBROSIUS
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