Sebastian Stumpf

Diventa sempre un po’ più difficile provare qualcosa per la Via Emilia perché sono passati così tanti anni. Trent’anni dalla mostra di Ghirri, più di venti dalla patente B, altri deceni da Un Weekend Postmoderno. L’appartenenza diventa più tenera, ma anche più noiosa. Emozionarsi con lo squallore suburbano, chi si ricorda più come si faceva. Al massimo si dice, bella foto.

Per questo sono grata a Sebatian Stumpf che ha perfettamente modulato questa mia situazione. In questo still della video installazione VIA si vede Stumpf che salta un guardrail della via Emilia a pochi chilometri da casa mia. Una telecamera fissa inquadra Stumpf per diversi minuti, mentre cammina lungo la via Emilia per poi sparire improvissamente dalla vista. Sempre auto, solo auto, rumore di auto. Stacco su un’altra telecamera fissa, alcuni chilometri più avanti, direzione Reggio Emilia per la precisione. Altre auto, rumore simile. Stumpf fa cose di appropriazione dello spazio e poi sparisce, mentre sfilano le auto. Se ricordo bene ad un certo punto si arrampica pure su un lampione.

Ho guardato il video con trepidazione, perché ero certa che inevitabilmente sarebbe comparsa la mia auto, visti i chilometri che percorro sulla VIA, proprio in quel tratto.

Alla fine non ho visto la mia auto. Ma non so se vi ho mai raccontato che anni fa lavoravo in un posto bruttissimo, che ora è una scuola di balli latino americani. Tuttora ci passo davanti molto spesso in auto. Quando sono aperti hanno le lucine sulle finestre e una palma finta sul terrazzo. Ecco, vedete questo still, l’edificio squallido sulla sinistra, due piani, terrazzo, ecco, io lavoravo lì. Accanto c’era un prato, o forse una vigna, poi è sorto il Bertoli Arredamenti che ogni tanto fa i saldi. Vedete come è tutto squallido, avete certamente familiarità con questo tipo di ambiente, che copre una quantità impressionante del territorio italiano e intristisce la via senza farsi accorgere.

Ebbene, questa volta c’è l’omino. Che cammina. E che sparisce. Evviva l’omino.

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