Star Trek Beyond

Dopo averne sentita d’ogni risma, finalmente mi sono decisa a vedere pure io Star Trek Beyond.

D’accordo, è un film derivativo. Prima trascorriamo un po’ di tempo su Babylon V, poi ci sono le astronavi che schizzano con la vettorialità di Star Wars, dopo ci si schianta un po’ sul pianeta di Mad Max, dove troviamo un cattivo che ha visto sia Alien che Matrix. Certo, mi sono addormentata un paio di volte durante gli inseguimenti più noiosi, con la testa sul bracciolo del divano. Infine senza dubbio, George Takei ha ragione, se vuoi un personaggio gay fai uno sforzo e te lo inventi nuovo, non ne ricicli uno che è etero da 50 anni.

Ma dite quello volete, a me il lato oscuro della Federazione piace. Lo so che il sogno roddenberriano prevede una umanità evoluta, una umanità che ha lasciato il buio alle spalle. Ma guardiamoci bene in faccia. Donald Trump è il presidente eletto degli Stati Uniti. Non Donald Duck attenzione, Donald Trump. Putin governa la Russia a torso nudo. Renzi in due anni ha scientemente soppresso l’antibracconaggio in Italia, peraltro solo negli ultimi tre mesi siano stati abbattuti 5 dei 17 ibis eremita presenti nel paese. Rafael Nadal si è appena fatto fare un autotrapianto di capelli. Francamente, io non me la sento più di identificarmi del sogno roddenberriano, il sogno roddenberriano ha fatto il suo tempo. Se vogliamo rappresentare la contemporaneità, signori, e sappiamo che la fantascienza sempre mette in scena il presente, è il lato oscuro della Federazione che ci serve. Quello, e una storia d’amore come si deve.

Lo so io, lo sapete voi, lo sa Simon Pegg.

spockuhura

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