Mario Tozzi steampunk

Mentre leggevo Tecnobarocco mi annoiavo un po’. Un elenco ragionato di tecnologie moderne, alcune ridicole, alcune allarmanti, altre disastrose, altre ottime ma fuori moda. Nulla di nuovo, a parte forse una sorprendente invettiva contro la zip e a favore del bottone.

Per tutto il tempo ho pensato che Tozzi, dal punto di vista comunicativo, è più efficace nelle conferenze sceniche. Quindi ho un po’ ragionato sulla questione della comunicazione delle problematiche ambientali, che oggigiorno è un argomento spinoso. Come fare a informare le persone senza assopirle nè traumatizzarle? Esiste una via di mezzo? Chi lo sa.

Comunque alla fine, da questa settimana di lettura frammentaria, sono emerse due immagini. Una è di Tozzi steampunk, tra l’altro mi ha fatto rivalutare il dirigibile come mezzo di trasporto plausibile. L’altra è di me in costume di Star Trek.

Io faccio sempre la figura della luddista, oppure della trekker simisfigata (dico semi- perché modestamente l’uniforme di TNG mi sta molto bene). Della tecnologia mi interessano l’aspetto utopico e quello distopico. Cosa significa, non tanto cosa fa.

Questo libro in biblioteca lo tengono in cima allo scaffale delle scienze sociali e ci vuole la scaletta, se non addirittura la piccozza, per raggiungerlo. Ma se vi capita una conferenza scenica, magari andateci.

zeppelin

Save

Advertisements