Lo spagnolo senza sforzo

Ero rimasta talmente sconcertata da Lame, che ho subito dovuto leggere Lo spagnolo senza sforzo, perché non riuscivo a farmi una ragione dell’esperienza.

Ebbene, Lo spagnolo senza sforzo è una raccolta di racconti, più interessante di Lame nel senso che qua e là ci sono alcune ottime idee, però ancora affogate nel tedio e nello stereotipo. In definitiva l’ho trascinato in giro per una settimana finché mi sono imposta di finirlo.

Dopo aver trattato di femminilità (credo, non ne sono certa), di adolescenza e giovinezza maschile (vabbè, anche interessante), Pedullà torna alla sua tematica più cara, cioè la coppia patetica di mezza età senza figli. Di nuovo la benestante squallida vita di costoro viene scossa dal motore narrativo, ma fortunatamente questa volta si tratta di qualcosa di illegale, i due infelici diventano ladri di bagagli all’aeroporto. Quindi per tutto il tempo ho potuto legittimamente sperare che venissero arrestati e spediti in galera, magari in Messico, ma purtroppo se la cavano con l’occhiataccia di un elegante signore mediorientale che peraltro permette loro di comprendere la causa della loro pulsione criminale, e cioè il dolore dell’essere senza figli (almeno è una motivazione plausibile).

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Archiviata spero per l’ultima volta questa coppia esasperante, arriva l’ultimo racconto che poi dà poi il titolo al volume. Purché si riesca nell’impresa di ignorare l’implausibilità della vita professionale del protagonista e della terminologia ad esso legata, è possibile godere di una bella riflessione a proposito di una sensazione peculiare della vita, sapete quella che si prova quando si parla una lingua straniera, avete presente quale, e cioè la sensazione di essere in un qualche modo in quel momento un’altra persona, che può concedersi di vivere diversamente, di comportarsi diversamente, un alter ego che si trova in una parentesi sicura, protetto proprio dall’alterità.

Quasi mi dispiace disturbare Murakami, che da tanto tempo dice che studiare una lingua straniera è diventare una persona differente, o Celati con lo zio che scopre l’esistenza delle lingue straniere, comunque sono contenta di aver trovato finalmente in Pedullà qualcosa di mio gusto.

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