Lützerath Lebt

Ieri in Appennino c’erano tante brutte cose, le persone in Quechua total look, i cacciatori con addosso migliaia di Euro, una campanula toscana alla terza fioritura, una violetta sbocciata con tre mesi di anticipo.

Anche cose belle, un po’ di necromassa, una fatta di lupo, un picchio muratore.

Oggi non parliamo del taglio a raso della foresta pluviale temperata primaria, non parliamo degli habitat ripariali trasformati in chippato con gli incentivi europei per le biomasse, non parliamo nemmeno dell’estinzione dei passeri, né della cattività dei cetacei, che comunque rimangono i miei argomenti preferiti, oggi parliamo dei paesetti tedeschi rasi al suolo per espandere i siti di estrazione della lignite.

Io di solito incolpo l’ignoranza scientifica indotta, è molto facile operare il male indisturbati se si mantiene il grande pubblico all’oscuro del funzionamento della vita, ma la lignite, la lignite si studia alle elementari, per quanto in un contesto tecnico industriale. E’ un tipo di carbon fossile. Qualcosa non torna, non vi pare?

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